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lunedì 11 marzo 2013

Diario di bordo. (43)



Cara scolara,
conto sulle tue note capacità di sintesi per tagliare tutto quello che ti pare superfluo .Io mi sono data invece il compito di proporre documentazioni,che ,però,spesso non sono molto interessanti. Siccome non è indispensabile documentare tutti i valori della Carte de Tendre,quando non li trovi sfiziosi,puoi tranquillamente buttarli via. Mi restano le parole Probità,generosità e rispetto:cercherò i prossimi giorni in attesa che Valentina mi mandi la traduzione che mi ha promesso della” Scuola delle mogli”(non me la sento di tradurre io Molière ,quando è in versi...) ,sperando che sia in rima.
Ti rimando la griglia ben riempita perché tu possa  intervenire.
Un grande abbraccio,
Mariel

i pezzi per le parole chiave che ho inserito:
Riconoscenza:
A  Madame de Grignan
Aux Rochers  ,dimanche 28ejuin[1671]
[...]Consento al commercio di bello  spirito che mi proponete. L’altro giorno ho fatto una massima subito senza pensarci,e  la trovai così buona che credetti  di averla imparata a memoria di  quelle  di M de La Rochefoucault.
Vi prego di dirmelo:in quel caso bisognerebbe lodare la mia memoria più della mia facoltà di giudizio. Dicevo,come se non avessi detto niente che l’ingratitudine attira i rimproveri,come la riconoscenza attira nuovi benefici . Ditemi dunque che cos’è questo? L’ho letto? L’ho sognato? L’ho immaginato? Niente è più vero che la cosa, e niente è più vero anche che non so dove l’ho presa e che l’ho trovata tutta organizzata nella testa e nella punta della  lingua[...]

Compiacenza

A Madame de Grignan

Achevée à Paris, ce mercredi 4e  mai [1672]
Comincio un po’ prima del ragionevole,mia cara,per chiacchierare un po’ con voi. non posso dirvi quanto vi compiango,
quanto vi lodo,quanto vi ammiro:ecco il mio discorso diviso in tre punti. Vi compiango di essere soggetta a umori neri
che vi fanno sicuramente molto male; vi lodo di esserne padrona quando occorre,e principalmente per M. de Grignan,
che ne sarebbe compenetrato:è un segno dell’amicizia e della compiacenza che avete per lui; vi ammiro di costringervi
per parere quel che non siete: ecco che cosa è eroico e frutto della vostra filosofia; voi avete in voi di che esercitarla[...].  

Diligenza

(se si deve tagliare,mi sembra che su questo tema si possa anche trascurare la documentazione. Questo è  il meglio che ho trovato dopo tutta una descrizione angosciosa della morte della zia e non mi sembra niente di che.)

A Mme de Grignan
A Paris,vendredi 1er   juillet [1672]

[...]Mlle  de Méri ha dormito qui:siamo state stamattina al servizio(funebre);torna stasera a casa sua,perché lo vuole,
ed eccomi pronta a partire. Non scrivetemi dunque  più,bella mia. Quanto a me ,vi scriverò ancora ;poiché per quanto possa esercitare la mia diligenza,non posso ancora lasciare per qualche giorno,ma non posso più ricevere le vostre lettere qui.[...]

Sensibilità

A Mme de Grignan
A Paris,lundi 9e février [1671]

Ricevo le vostre lettere ,mia cara,come voi avete ricevuto il mio anello; fondo in lacrime leggendole,
sembra che il mio cuore voglia  fendersi a metà,sembra che mi scriviate ingiurie,o che siate malata o che vi sia capitato qualche incidente,ed è tutto il contrario:mi amate,bimba mia cara ,e me lo dite in un modo che
 non posso sostenere  senza pianti in abbondanza. Continuate il vostro viaggio senza alcuna avventura
fastidiosa;e quando vengo a sapere tutto questo,che è per l’appunto tutto quello che  può esserci per me di più piacevole,eccomi nello stato in cui sono. Avvertite  dunque che pensate a me,ne parlate,e preferite
scrivermi i vostri sentimenti  piuttosto  di quanto amiate dirmeli. In qualunque  modo   mi arrivino,sono ricevuti     con una tenerezza e una  sensibilità  che non è compresa  che da coloro che sanno amare come io faccio. Mi fate provare per voi tutto ciò che è possibile sentire in quanto a tenerezza;ma se voi pensate a me ,mia povera cara,siate certa anche  che  io penso continuamente a voi; è quel che i devoti  chiamano un pensiero abituale[...]

Oblio

A Mme de Grignan
                                                   Aux Rochers, dimanche 31e mai
Finalmente,figlia mia,eccoci in questi poveri Rochers. Quale modo di rivedere questi viali,queste insegne,
questo studiolo,questi libri,questa camera,senza morire di tristezza? Ci sono ricordi piacevoli;ma ce ne
sono di così vivi e teneri,che si fa fatica a sopportarli: ne fan parte quelli che ho di voi. Non capite affatto bene l’effetto che questo può fare in un cuore come il mio?
   Se i continuate a  stare  bene,cara bambina mia,non verrò a trovarvi che l’anno venturo:la Bretagna e la Provenza non sono compatibili. Sono una cosa strana i grandi viaggi: se si restasse  sempre nello stato in cui  si è quando si arriva,non si uscirebbe mai dal luogo in cui si è; ma la Provvidenza fa in modo che si dimentichi ;è la stessa che serve alle donne che hanno partorito. Dio permette quest’oblio perché il mondo non finisca e si facciano viaggi in Provenza. quello che vi farò mi darà la più grande gioia che possa ricevere nella mia vita; ma che  tristi pensieri non vedere per niente  la fine al vostro soggiorno! Ammiro e lodo sempre più la vostra saggezza.  Sebbene,a dire il vero,io sia molto toccata  da questa impossibilità,spero che a quel tempo vedremo le cose in un’altra maniera;Occorre ben sperarlo;perché senza questa consolazione ,non ci sarebbe che da morire. Talvolta  ho qualche fantasticheria in questi boschi,di una tale cupezza,che ne torno più mutata che dopo un accesso di febbre.[...]


Madame de Grignan
A  Paris,mercredi 6e janvier  [ 1672](???)Per me questa  non deve essere inserita !
[...]Trovai Madame meglio di quanto pensassi,ma di una sincerità affascinante. Non potei vedere M de Montausier;era chiuso con Monseigneur. Non finirò mai di dirvi tutti i complimenti che mi fecero e a voi anche,e di tutto questo altrettanto ne porta via il vento:si è rapiti di tornare a casa. Mme de Richelieu  mi parve abbattuta .Risponderà a M de Grignan


 Sincerità


 A  Mme de Grignan
 A Paris, ce vendredi 12e Février [1672]

[...]Ho avuto  una  grande conversazione con M Le Camus; vi ama e vi onora;è istruito a perfezione.
Il vescovo non ha che da frequentarlo .Entra così perfettamente nei nostri sentimenti ,che mi dà consigli;
ed io saprò attraverso lui i suoi modi;è irritato dai comportamenti disonesti;e siccome ne ha di molto contrari,non fa fatica a entrare nei nostri interessi ,dove la rettitudine e la sincerità sono di casa. Quello
a  cui  non bisogna affatto rinunciare ,qualunque cosa accada:questa moda torna sempre. Non si imbroglia  abbastanza a lungo il mondo e i furbi sono alla fine scoperti;ne sono persuasa.[...]

PER LA LEGGEREZZA :
A Mme de Grignan
à Paris,ce  vendredi,24e  avril [1671]

"Ho comprato, per farmi una veste da camera, una stoffa come quella che avete voi per la vostra ultima sottana. È ammirevole. C'è un po' di verde, ma domina il viola, insomma, ho dovuto soccombere. Si voleva farmela foderare di color fuoco, ma ho trovato che sarebbe apparsa, da parte mia, un'impenitenza finale. Il di sopra è fragilità pura, ma il disotto sarebbe stata una volontà determinata che mi è sembrata contro tutti i buoni costumi, e allora mi son gettata nel taffettà bianco».

PER IL GRANDE SPIRITO:
A  Mme de Grignan et à Pauline de Grignan
Aux Rochers,
dimanche,6e   novembre [1689]
«Il signor Nicole è divino. Veramente, dev'essere che egli si aiuta con la grazia sufficiente, che non è sufficiente, ma per me è sufficiente perché essa è la grazia efficace detta con altre parole».




Ciao Mariel, ho aggiunto delle cose, e tagliuzzato qua e là, spero mi perdonerai, dimmi che ne pensi … baci, spero di riuscire a venire Mercole ma non sono sicura, sono sola e per il momento senza baby sitter …. Maria


Affinché voi comprendiate meglio il disegno di Clelia ,vedrete che ha immaginato che si può provare tenerezza per tre cause diverse: per una grande stima, per riconoscenza o per inclinazione: ed è ciò che l’ha obbligata a stabilire  queste tre città di Tendre, su tre fiumi che portano questi tre nomi e di  immaginare anche queste tre strade differenti per andarci. E come si dice Cuma sul mar Ionio e Cuma sul Tirreno, così si dice Tendre sur Inclination, Tendre sur Estime, Tendre  sur Reconnaisance.
A  Madame de Grignan
Aux Rochers  ,dimanche 28ejuin[1671]
[...]Consento al commercio di bello  spirito che mi proponete. L’altro giorno ho fatto una massima subito senza pensarci,e  la trovai così buona che credetti  di averla imparata a memoria di  quelle  di M de La Rochefoucault.
Vi prego di dirmelo:in quel caso bisognerebbe lodare la mia memoria più della mia facoltà di giudizio. Dicevo,come se non avessi detto niente che l’ingratitudine attira i rimproveri,come la riconoscenza attira nuovi benefici . Ditemi dunque che cos’è questo? L’ho letto? L’ho sognato? L’ho immaginato? Niente è più vero che la cosa, e niente è più vero anche che non so dove l’ho presa e che l’ho trovata tutta organizzata nella testa e nella punta della  lingua[...]




 quindi rivolto al pubblico che non può apprezzare lo "stile alto"? come a dire "noi" siamo più raffinate? perché, dopo l' intro della carta di Tendre sembra un commento al linguaggio delle salottiere ….Certo,tanto che la précieuse dà del borghese a suo zio.
Subito usando la citazione della Mlle de Scudéry,per dire che cosa le signorine devono imporre per essere rispettate dagli uomini!

Ma che diavolo di gergo sento qui? Ecco del vero stile alto.
- In effetti, ci sono persone del tutto sconvenienti in tema galanteria? Ci scommetto  che non hanno mai visto la Carte de Tendre e che Biglietto-Dolce, Delicate Premure, Biglietti Galanti e Graziosi Versi, sono terre sconosciute per costoro. Non vedete che l’intera loro persona testimonia tutto questo, che non hanno per nulla quei modi  che forniscono subito una buona opinione delle persone? Venire in visita amorosa senza alcun ornamento, un cappello senza piume di struzzo, senza una parrucca pettinata, un abito che sopporta una povertà di nastri...
Mio Dio, che spasimanti sono questi?  Quale frugalità d’aggiustamenti e quale asciuttezza di conversazione! 
Non può durare, non la  si regge. 

musica
Tuttavia come ha presunto che la tenerezza  che nasce su Inclinazione  non ha bisogno di nient’altro per essere quella che è ,Clelia, come potete vedere non ha posto nessun villaggio lungo i bordi di questo fiume, che va così veloce che non ci sono  soste da fare per andare da Nuova Amicizia a Tendre.


musica

A Paris, le mercredi 18e février [1671]

Vi scongiuro, cara figlia, di conservare i vostri occhi per i miei, sapete che devono finire al vostro servizio. Comprendete bene, mia bella, che nel modo in cui mi scrivete, bisogna bene che pianga leggendo le vostre lettere. Per capire qualcosa dello stato in cui sono per voi, aggiungete, mia cara, alla tenerezza e all’inclinazione naturale che ho per la vostra persona, la piccola circostanza d’essere persuasa che mi amate, e giudicate l’eccesso dei miei sentimenti. Cattiva! Perchè mi nascondete talvolta tesori tanto preziosi? Avete paura che io muoia di gioia? Ma non temete anche che io muoia per il dispiacere di credere di vedere il contrario?  lasciatemi gioire di un bene senza il quale la vita mi è dura e fastidiosa; non sono per niente parole, sono verità.

Mme de Sévigné


Ma per arrivare a Tendre con la stima, non è lo stesso: poiché Clelia  ha  messo ingegnosamente altrettanti villaggi  quante sono le piccole e grandi cose  che possono contribuire a far nascere, per stima, questa tenerezza di cui intende parlare.




Non gettate così lontano i libri di La Fontaine. Ci sono favole  che vi rapiranno e dei racconti  che vi affascineranno: la fine delle Oche  di fratello Filippo, I Remois e Il Cagnolino; tutto ciò è molto carino, solo quello che non è di questo stile è piatto. Vorrei scrivere  una favola che gli facesse intendere  quanto è miserabile forzare il suo talento a uscire dal suo genere, e quanto la follia di voler cantare su tutti i toni crea cattiva musica. La Fontaine non deve allontanarsi dalla grande capacità che ha di raccontare.

La Donna e il Segreto

È difficile a chi porta le gonne il custodire un gran segreto in petto; quantunque sotto un simile rispetto, ci sian uomini peggio delle donne.
Un marito per mettere alla prova la sua donna, una notte a dire uscì: - Nel ventre par che tutto mi si muova, provo un dolor che non provai fin qui.
Ho fatto un ovo. - Un ovo, o Dio bambino! - Ecco, vedilo qui tiepido ancora, guardati ben dal dirlo. Ogni vicino mi chiamerebbe gallinetta allora -.
La donna, nuova al caso, con spavento, per tutti i santi di tacer giurò. Ma non durò poi molto il giuramento, ché appena in Oriente il sol spuntò,
scesa dal letto va da una comare e: - Amica, - dice, - amica, un caso novo, ma zitta, non mi fate bastonare, sapete? mio marito ha fatto un ovo.
- Un ovo? - Signorsì, tre volte tanto i soliti, ma zitto in carità. - Gesummaria! - Tacete. - Dal mio canto non fiato, ve lo giuro, andate là -.
Quando partì la femmina dell'ovo, l'amica che a cantar nel ventre sente il gran segreto, al solito ritrovo cammina a sparpagliarlo fra la gente.
Ma in vece d'uno, nel contar la storia, disse che l'uomo n'avea fatti tre, e un'altra ancor più corta di memoria, in gran segreto quattro gliene dié.
Il segreto era quello del magnano, tutti parlavan dell'avvenimento, e l'ovo crebbe sì di mano in mano, che in capo al dì n'aveva fatti cento.


In effetti voi vedete che da  Nuova Amicizia  si passa a un luogo che si  chiama Grande Spirito, perché solo da un grande spirito può nascere la stima; (nel senso che l'elevazione dello spirito suscita la stima)
Il giansenista Nicole è un grande spirito???
A  Mme de Grignan et à Pauline de Grignan
Aux Rochers,
dimanche,6e   novembre [1689]
«Il signor Nicole è divino. Veramente, dev'essere che egli si aiuta con la grazia sufficiente, che non è sufficiente, ma per me è sufficiente perché essa è la grazia efficace detta con altre parole».


Lettre à Mme de Grignan
               A Paris ,mercredi 20e janvier [1672]
Ecco le Maximes di M. de la Rochefoucault riviste, corrette e aumentate: è da parte sua che ve le invio. 
         Ce ne sono di divine; e per mia onta ce ne sono che io non capisco. Dio sa come voi le intenderete:
- Si on juge de l’amour par la plupart de ses effets, il ressemble plus  à la haine qu’à l’amitié
 -S’il ya un amour pur et exempt du mélange de nos autres passions, c’est celui  qui est caché au fond du cœur, et que nous  ignorons nous-mêmes.
-L’amour  aussi bien que le feu ne peut subsister sans un mouvement continuel; et il cesse  de vivre  dès qu’il cesse d’espérer  ou de craindre.


Poi vedete quei piacevoli villaggi  di Versi Graziosi, di Biglietto Galante e di Biglietto Dolce, che sono le operazioni più abituali  del grande spirito agli inizi di un’amicizia. 




Permettez-moi, belle Julie,
de mêler mes vives couleurs
à celles de ces rares fleurs
dont votre tête est embellie :
Je porte le nom glorieux
Qu’on doit donner à vos beaux yeux. 



Franche d’ambition  je me cache sous l’herbe,
modeste en ma couleur ,modeste en mon séjour;
Mais si sur votre front je me puis  voir un jour,
la plus humble  des fleurs   sera la plus superbe.



Poi, proseguendo per  questa via, vedete Sincerità, Gran Cuore, Probità, Generosità, Rispetto, Precisione e bontà, tutto (di fronte) a Tendre, Per far capire che non c’è vera stima senza bontà e che non si può arrivare a Tendre da quel lato senza avere quella preziosa qualità.
A  Mme de Grignan
A Paris, ce vendredi 12e Février [1672]
[...]Ho avuto  una  grande conversazione con M Le Camus; vi ama e vi onora;è istruito a perfezione.
Il vescovo non ha che da frequentarlo .Entra così perfettamente nei nostri sentimenti ,che mi dà consigli;
ed io saprò attraverso lui i suoi modi;è irritato dai comportamenti disonesti;e siccome ne ha di molto contrari,non fa fatica a entrare nei nostri interessi ,dove la rettitudine e la sincerità sono di casa. Quello  a  cui  non bisogna affatto rinunciare ,qualunque cosa accada:questa moda torna sempre. Non si imbroglia  abbastanza a lungo il mondo e i furbi sono alla fine scoperti;ne sono persuasa.[...]




“Eccoci a questo tratto così nuovo e così singolare, (del romanzo di  M.mede La Fayette ) che è la confessione che la princesse de Clèves fa a suo marito dell’amore che lei  porta al duca di Nemours.
Che si ragioni finché si voglia su questo: io trovo il tratto ammirevole e molto ben preparato. E’ la più virtuosa donna del mondo che crede di aver ragione di diffidare  di se stessa, perchè sente il suo cuore prevenuto suo malgrado in favore di un altro diverso da suo marito. Si accusa come di un crimine di questa sua inclinazione del tutto involontaria e per quanto innocente sia; cerca aiuto per vincerla. Dubita di avere la forza di venirne a capo se si fidasse solo di sé. E per imporsi ancora una condotta  più  austera di quella che la sua propria personale virtù le imporrebbe, fa a suo marito la confidenza di ciò che sente per un altro.
In questo io non vedo altro che un atto bello ed eroico.”



"Ebbene, signore, gli rispose gettandosi alle sue ginocchia, vi farò una confessione che mai è stata  fatta a un marito; ma l’innocenza della mia condotta e delle mie intenzioni me ne dà la forza. Vi chiedo mille volte perdono se nutro sentimenti per un altro uomo, ma non vi affliggerò mai con le mie azioni. Pensiate che per fare quel ch’io faccio, occorre avere più amicizia e più stima per un marito di quanto se ne abbia mai avuta; guidatemi, abbiate pietà di me, e amatemi ancora, se potete."
M. de Clèves pensò di morire di dolore ,e abbracciandola e sollevandola disse:
"abbiate pietà di me voi stessa, signora, Voi mi sembrate più degna di stima e d’ammirazione che tutto quel che c’è mai stato di donne al mondo; ma anche io mi trovo il più infelice uomo che sia mai esistito. Ho tutt’insieme la gelosia di un marito e quella d’un amante; la fiducia e la sincerità che voi avete per me hanno un valore infinito: mi stimate abbastanza per credere che non abuserò di  questa confessione: Avete ragione,signora, non ne abuserò e non vi amerò meno per questo. Mi rendete infelice per il più grande segno di fedeltà che mai una donna abbia dato a suo marito."



 “Bah … La confessione di Mme de Clèves a suo marito è stravagante, e si può immaginare forse in una storia vera; ma quando se ne fa una a piacere, è ridicolo dare alla propria eroina un sentimento così straordinario.
L’autrice, facendolo, ha pensato di più a non  somigliare  agli altri romanzi  che a seguire il buon senso.
Una donna dice raramente a suo marito che qualcuno è innamorato di lei, ma mai  che lei abbia dell’amore per un altro, diverso da lui. E tanto meno gettandosi alle sue ginocchia, come fa la principessa.
(trovo contraddittoria questa critica, non trovi? prima dice che in una storia vera passi, ma nel romanzo è improponibile, poi aggiunge che nella realtà non accade e che l' autrice vuole fare la "originale" nel romanzo)Se lo potevano permettere,vista la loro condizione così prestigiosa e universalmente ammirata...(Se credi vado a rileggere l'originale,ma sono sicura di non avere rovesciato il testo,semmai,qualche volta,provvisoriamente, ho fatto una traduzione letterale,per la fretta di farti esaminare l'utilità o meno del testo ,dunque per il linguaggio particolare di quegli autori,un senso a volte un po' astruso o oscuro.


Dopo ciò, bisogna, per favore, tornare a Nuova Amicizia, per vedere da quale via si va da lì a Tendre con Riconoscenza.





Questa lettera sotto la metterei piuttosto a “costante amicizia”

DE MADAME DE SÉVIGNÉ À MÉNAGE.
23 juin(1668)
Votre souvenir m’a donné une joie sensible, et m’a réveillé tout l’agrément de notre ancienne amitié. Vos vers m’ont fait souvenir de ma jeunesse, et je voudrais bien savoir pourquoi le souvenir de la perte d’un bien aussi irréparable ne donne point de tristesse. Au lieu du plaisir que j’ai senti, il me semble qu’on devrait pleurer : mais, sans examiner d’où peut venir ce sentiment, je veux m’ attacher à celui que me donne la reconnaissance que j’ai de votre présent. Vous ne pouvez douter qu’il ne me soit agréable, puisque mon amour-propre y trouve si bien son compte, et que j’y suis célébrée parle plus bel esprit de mon temps. Il faudrait, pour l’honneur de vos vers, que j’eusse mieux mérité tout celui que vous me faites. Telle que j’ai été, et telle que je suis, je n’oublierai jamais votre véritable et solide amitié, et je serai toute ma vie la plus reconnaissante comme la plus ancienne de vos très-humbles servantes.
La marquise de Sévigné.

Forse preferisco questa sotto perché più concettosa e meno di maniera. Ma naturalmente posso sbagliarmi.

A  Madame de Grignan
Aux Rochers,dimanche 28ejuin[1671]

[...]Consento al commercio di bello  spirito che mi proponete. L’altro giorno ho fatto una massima subito senza pensarci,e  la trovai così buona che credetti  di averla imparata a memoria di  quelle  di M de La Rochefoucault.
Vi prego di dirmelo:in quel caso bisognerebbe lodare la mia memoria più della mia facoltà di giudizio. Dicevo,come se non avessi detto niente che l’ingratitudine attira i rimproveri,come la riconoscenza attira nuovi benefici . Ditemi dunque che cos’è questo? L’ho letto? L’ho sognato? L’ho immaginato? Niente è più vero che la cosa, e niente è più vero anche che non so dove l’ho presa e che l’ho trovata tutta organizzata nella testa e nella punta della  lingua[...]



Vedete dunque ,vi prego, come bisogna andare prima da Nuova Amicizia a Compiacenza
dopo, a quel piccolo villaggio chiamato Sottomissione,
A Madame de Grignan

Achevée à Paris, ce mercredi 4e  mai [1672]
Comincio un po’ prima del ragionevole,mia cara,per chiacchierare un po’ con voi. non posso dirvi quanto vi compiango,
quanto vi lodo,quanto vi ammiro:ecco il mio discorso diviso in tre punti. Vi compiango di essere soggetta a umori neri
che vi fanno sicuramente molto male; vi lodo di esserne padrona quando occorre,e principalmente per M. de Grignan,
che ne sarebbe compenetrato:è un segno dell’amicizia e della compiacenza che avete per lui; vi ammiro di costringervi
per parere quel che non siete: ecco che cosa è eroico e frutto della vostra filosofia; voi avete in voi di che esercitarla[...].  



Ognuno ha il suo metodo.
In fatto di moglie, come in tutto, io voglio fare a modo mio.
Scegliere una metà che dipenda del tutto da me,
e per la cui  sottomissione piena
non abbia da rinfacciarmi alcun bene né nascita.
Un’ aria dolce e posata, fra altri fanciulli,
mi ispirò amor per lei fin dai quattro anni,
sua madre trovandosi da povertà oppressa
mi venne in mente di chiedergliela
e la brava contadina, sentendo il mio desiderio
di togliersi quel peso non le parve vero.
In un piccolo convento, lontano da ogni relazione,
la feci allevare seguendo la mia politica
cioè ordinando quali cure si sarebbero impiegate
per renderla il più possibile idiota.
Grazie a Dio, il successo è seguito alla mia attesa:
e cresciuta, l’ho vista a tal punto innocente,
che ho benedetto il cielo d’aver raggiunto il mio scopo,
il villaggio di sottomissione (e che) confina con un altro molto piacevole che si chiama Delicate Attenzioni. 


Lettre  à Mme de Grignan
A Paris, mercredi 10e juillet [1675]
Sono, ve lo assicuro, alla disperazione per l’inquietudine che vi ha procurato la mia salute. Ahimè, mia bella, non pensate ad altro  e il vostro ragionamento è fatto apposta per procurarvi angoscia. Dite che vi si fa mistero del mio salasso; ma,in fede mia, non sono affatto malata, non ho avuto affatto le caldane. Decisi il mio salasso bruscamente, secondo la necessità dei miei affari, piuttosto che su quella della mia salute; mi sentivo un po’ oppressa: giudicai che mi  occorresse un salasso prima di partire, al fine di mettere questo salasso come provvista nei miei bagagli.  Non vi feci sapere niente perchè ciò avrebbe avuto l’aria di fare la scena di chi è impedita,e questa discrezione vi è costata mille pene. Ne sono disperata, figlia mia; ma credetemi, non vi ingannerò mai, e seguendo le nostre massime  di non risparmiarci affatto,vi farò sapere sempre sinceramente come sto; fidatevi di me. Per esempio, si vuole ancora che io mi purghi. ebbene, lo farò come ne avrò  il tempo; non ne siate punto spaventata. sto molto bene, sbarazzatevi di questa inquietudine.


Vedete, io dico, che da lì si deve passare per Assiduità, per far capire che non basta aver per qualche giorno tutte quelle delicate premure  obbliganti, che producono tanta riconoscenza, se non le si ha in modo costante.




Lettre  à  M . de Coulanges
 A Paris ce lundi 15e décembre 1670.
     Vado a farvi conoscere la cosa più sorprendente, la più meravigliosa, la più miracolosa, la più trionfante,l a più stordente, la più inaudita, la più singolare, la più straordinaria, la più imprevista, la più grande, la più piccola, la più rara, la più comune, la  più sfarzosa, la più segreta fino ad oggi, la più brillante, la più degna d’invidia: infine una cosa di cui non si trova che un esempio nei secoli passati, una cosa che non la si può credere a Paris, come non si potrebbe credere a Lyon; una cosa che fa gridare misericordia a tutti; una cosa che colma di gioia Mme de Rohan e Mme  de Hauterive; una cosa che infine si farà domenica, dove coloro che la vedranno crederanno di avere le visioni; una cosa che si farà domenica, e che non sarà fatta, forse, lunedì. Non posso risolvermi a dirla; indovinatela: ve la do in tre. gettate la vostra lingua ai cani? Eh bene! Bisogna dunque dirvela: M. de Lauzun sposa domenica al Louvre, indovinate chi? ve la do in quattro, ve la do in dieci; ve la do in cento. E' ben difficile  da indovinare;
è M.mede la Vallière? -Niente affatto, Madame.
E’ dunque M.llede Retz? Proprio per niente, siete molto provinciale. Veramente  siamo ben stupide, voi dite, è M.lleColbert.?-  Ancor meno.
E’ certamente M.lle de Créquy? Non ci siete. Occorre dunque alla fine dirvelo: sposa, domenica al Louvre, col permesso del re, Mademoiselle, Mademoiselle de ...Mademoiselle, indovinate il nome:
sposa Mademoiselle, in fede! in fede mia! La mia fede giurata! Mademoiselle, la grande Mademoiselle; Mademoiselle, figlia di Monsieur; Mademoiselle, nipote di Henri IV; Mademoiselle d’Eu, Mademoiselle de Dombes, mademoiselle de Montpensier, Mademoiselle d’Orléans, Mademoiselle, cugina germana del Re; Mademoiselle destinata al trono; Mademoiselle, il solo partito di Francia che fosse degno di Monsieur. Ecco un bel soggetto per discorrere. Se gridate, se siete fuori di voi, se vi dite che abbiamo mentito, che questo è falso, che ci si burla di voi, che è una bella presa in giro, che tutto questo è uno scherzo di cattivo gusto. Se infine ci lanciate ingiurie: noi troveremo che avete ragione; ce la siamo presa quanto voi.
Addio, le lettere  che saranno recapitate per via ordinaria vi faran vedere  se diciamo il vero o no.



Dopo vedete che si deve passare a un altro villaggio che si chiama  Diligenza e non fare  come certe persone tranquille  che non si affrettano neanche  un po’ per quanto le si preghi e che sono talvolta incapaci d’avere quella sollecitudine che talvolta produce così tanto la gratitudine  .



Dopodiché vedete che bisogna passare  a Grandi Servizi , e che, per sottolineare  che ci sono poche persone  capaci di renderne, questo villaggio è più piccolo degli altri 



 In seguito bisogna passare  a Sensibilità, per far capire  che bisogna  percepire fino ai più piccoli dolori di quelli  che si amano.
A Mme de Grignan
A Paris,lundi 9e février [1671]
Ricevo le vostre lettere ,mia cara,come voi avete ricevuto il mio anello; fondo in lacrime leggendole,
sembra che il mio cuore voglia  fendersi a metà,sembra che mi scriviate ingiurie,o che siate malata o che vi sia capitato qualche incidente,ed è tutto il contrario:mi amate,bimba mia cara ,e me lo dite in un modo che
 non posso sostenere  senza pianti in abbondanza. Continuate il vostro viaggio senza alcuna avventura
fastidiosa;e quando vengo a sapere tutto questo,che è per l’appunto tutto quello che  può esserci per me di più piacevole,eccomi nello stato in cui sono. Avvertite  dunque che pensate a me,ne parlate,e preferite
scrivermi i vostri sentimenti  piuttosto  di quanto amiate dirmeli. In qualunque  modo   mi arrivino,sono ricevuti     con una tenerezza e una  sensibilità  che non è compresa  che da coloro che sanno amare come io faccio. Mi fate provare per voi tutto ciò che è possibile sentire in quanto a tenerezza;ma se voi pensate a me ,mia povera cara,siate certa anche  che  io penso continuamente a voi; è quel che i devoti  chiamano un pensiero abituale[...]



Dopo, bisogna, per arrivare a Tendre, passare per Tendresse, perché l’amicizia (amore) attira l’amicizia


Bisogna poi andare a Obbedienza, non essendoci quasi niente che impegni di più il cuore  di coloro a cui si obbedisce se non la cieca obbedienza.




La scuola delle mogli(?)


e per arrivare infine là dove si vuole andare, bisogna passare  da costante amicizia, che è certamente il cammino più sicuro per arrivare a Tendre con Riconoscenza.








Ma, Signora, siccome non ci sono sentieri dove non ci si possa smarrire, Clelia ha fatto, come lo potete vedere, in modo che quelli che sono a Nuova Amicizia, se prendano un po’ più a destra, o un po’ più a sinistra,  si smarriscano pure; perché se  partendo dal Grande Spirito, si andava a Negligenza, che voi vedete proprio di fronte  su questa carta; in seguito continuando questo smarrimento, si andasse a Disuguaglianza   


A Mme de Grignan,
à Paris, ce dimanche 26e avril,1671.

       E’ domenica  26 aprile; questa lettera non partirà che mercoledì; ma questa non è una lettera, ma il racconto che Moreuil mi ha appena fatto, per voi, di quel che è accaduto a Chantilly relativo a Vatel, il cuoco del Re.
Vi ho scritto venerdì che si era pugnalato: ecco l’affare in dettaglio:
     Il Re arrivò giovedì sera; la caccia, le lanterne, il  chiar di luna, la passeggiata, la merenda in un posto tappezzato di giunchiglie, tutto  andò  a meraviglia. Cenammo. Ci furono alcuni tavoli  dove mancò l’arrosto a causa  di diversi coperti imprevisti. Questo turbò molto Vatel;  pronunciò molte volte: ”Ho perso l’onore; ecco un affronto che non sopporterò". Disse a Gourville:” Mi gira la testa. Sono dodici notti che non ho dormito; aiutatemi a dare ordini.” Gourville  lo confortò come poté . Quell’arrosto che era mancato, non alla tavola del Re, ma ai venticinquesimi, gli tornava sempre in mente. Monsieur il Principe andò fino in camera sua, e gli disse: ”Vatel, va tutto bene; niente era bello come la cena del Re.” E lui disse: ” Monseigneur la vostra bontà mi  dà il colpo di grazia; so che l’arrosto è mancato a due tavoli, non sopravvivrò a quest’affronto; ho onore e reputazione da perdere.” . – Niente affatto, disse il Principe, non preoccupatevi, va tutto bene.” Viene la notte: i fuochi d’artificio non riescono, sono coperti da una nuvola; erano costati sedicimila franchi. Alle quattro del mattino, Gourville si  burlò di lui. Vatel sale in camera sua, mette la sua spada contro la porta  e se la passa attraverso il cuore, ma non succede che al terzo colpo, perchè ne aveva sferrati due che non erano stati mortali; cade morto.  Vanno in camera sua; urtano contro la porta, la sfondano; lo  trovano annegato nel suo sangue, si corre da Monsieur il Principe, che è alla disperazione. Monsieur il Duca pianse, era su Vatel che ruotava tutto il suo viaggio in Borgogna. Monsieur il Principe lo disse al Re con grande tristezza. si è lodato e biasimato il suo coraggio. Tuttavia Gourville  cerca di porre riparo alla perdita di Vatel. E così è stato. Si è pranzato  molto bene, si è fatto merenda, si è cenato; si è passeggiato, si è giocato, siamo stati a caccia; tutto era profumato di giunchiglie, tutto era incantato.




di là a Tepore
A Mme de GRIGNAN

A Paris, ce vendredi 20emars [1671]


Figlia mia cara, Dite una parolina in una delle vostre lettere, di Mme de Lavardin; è entusiasta del vostro merito, ed io, bambina mia, della tenerezza che ho per voi. Se non ve ne parlo ancora abbastanza di buon grado, è per discrezione; ma, in una parola, mi occupate interamente, e senza darvi nessun appuntamento spirituale, come Mlle de Scudéry, siate sicura che  non sapreste  pensare a me in nessun momento in cui io non pensi a voi, non sapreste pensarci a torto, piccina mia. Ma guardate un po’ la luna,
questa luna che guardo anch' io; vediamo la stessa cosa, s ebbene a duecento leghe lontane l’una dall’altra. 

  
a Leggerezza;



A Mme de Grignan
à Paris,ce  vendredi,24e  avril [1671]

"Ho comprato, per farmi una veste da camera, una stoffa come quella che avete voi per la vostra ultima sottana. È ammirevole. C'è un po' di verde, ma domina il viola, insomma, ho dovuto soccombere. Si voleva farmela foderare di color fuoco, ma ho trovato che sarebbe apparsa, da parte mia, un'impenitenza finale. Il di sopra è fragilità pura, ma il disotto sarebbe stata una volontà determinata che mi è sembrata contro tutti i buoni costumi, e allora mi son gettata nel taffettà bianco».






e a Oblio;     
A Mme de Grignan
                                                   Aux Rochers, dimanche 31e mai
Finalmente,figlia mia,eccoci in questi poveri Rochers. Quale modo di rivedere questi viali,queste insegne,
questo studiolo,questi libri,questa camera,senza morire di tristezza? Ci sono ricordi piacevoli;ma ce ne
sono di così vivi e teneri,che si fa fatica a sopportarli: ne fan parte quelli che ho di voi. Non capite affatto bene l’effetto che questo può fare in un cuore come il mio?
   Se i continuate a  stare  bene,cara bambina mia,non verrò a trovarvi che l’anno venturo:la Bretagna e la Provenza non sono compatibili. Sono una cosa strana i grandi viaggi: se si restasse  sempre nello stato in cui  si è quando si arriva,non si uscirebbe mai dal luogo in cui si è; ma la Provvidenza fa in modo che si dimentichi ;è la stessa che serve alle donne che hanno partorito. Dio permette quest’oblio perché il mondo non finisca e si facciano viaggi in Provenza. quello che vi farò mi darà la più grande gioia che possa ricevere nella mia vita; ma che  tristi pensieri non vedere per niente  la fine al vostro soggiorno! Ammiro e lodo sempre più la vostra saggezza.  Sebbene,a dire il vero,io sia molto toccata  da questa impossibilità,spero che a quel tempo vedremo le cose in un’altra maniera;Occorre ben sperarlo;perché senza questa consolazione ,non ci sarebbe che da morire. Talvolta  ho qualche fantasticheria in questi boschi,di una tale cupezza,che ne torno più mutata che dopo un accesso di febbre.[...]


Invece di trovarsi a Tendre con  Stima, ci si troverebbe al Lago dell’Indifferenza che vedete segnato su questa carta, e che con le sue acque tranquille  rappresenta, senza dubbio molto giustamente, la cosa di cui porta il nome in questo luogo.





Bene: quanto me, penso che il matrimonio  non deve mai arrivare  che dopo le altre avventure. Bisogna che un amante per essere gradevole, sappia declamare  i bei sentimenti, esprimere a voce o per iscritto la dolcezza, la tenerezza e la passione e che il corteggiamento abbia spirito. 
Ma per venire di punto in bianco  all’unione coniugale, non corteggiare una donna  se non facendo il contratto di matrimonio è prendere giustamente il romanzo per la coda e, ancora una battuta, padre mio,non può esistere nulla di più volgare di quel procedimento; ed io ho la nausea al solo vederlo.

 Les vertus se perdent dans l’intérêt comme les fleuves se perdent dans la mer.


“...dimenticavo di rivelarvi un segreto di cui non potete non essere a parte. Saprete dunque che dopo che Eva e suo marito ebbero mangiato la mela vietata, dio, per punire il serpente che li aveva tentati lo relegò nel corpo dell’uomo. Non è più nata da allora creatura umana che per punizione del crimine commesso dal primo padre non nutra  un serpente nel suo ventre tratto da quel primo.


A Mme de Grignan
17 luglio 1676 

Finalmente è fatta, la Brinvilliers è nell’aria. Il suo povero corpicino è stato gettato, dopo l’esecuzione, in un  rogo molto grande, e le ceneri al vento, così che la respireremo, e con la comunicazione  dei piccoli spiriti ci attaccherà qualche umore velenoso di cui saremo tutti stupiti.
 Fu giudicata ieri. Stamattina, le si è letta  la sua sentenza , che era di fare ammenda onorevole a Notre-Dame e avere la testa tagliata, il corpo bruciato, le ceneri al vento. La si è presentata all’interrogatorio sotto tortura; ha detto che non ce n’era bisogno e che avrebbe detto tutto.
 In effetti, fino alle cinque della sera ha raccontato la sua vita, ancora più spaventosa di quanto si pensasse. Ha avvelenato dieci volte di seguito suo padre, i fratelli e parecchi altri. E sempre l’amore e le confidenze mischiate dovunque. Dopo questa confessione, non si è smesso di farle fin dal mattino l’interrogatorio ordinario e straordinario, ma non ha detto altro. Ha chiesto di parlare a Monsieur il Procuratore Generale; è stata un’ora con lui. Non si sa ancora il tema di questa conversazione. Alle sei la si è condotta, nuda, in camicia e la corda  al collo, a Notre-Dame a fare l’ammenda onorevole. Poi la si è rimessa sul carro, dove l’ho vista gettata  all’indietro sulla paglia, con  una cuffia bassa e la camicia, un dottore al seguito, il boia dall’altro lato. Veramente questo mi ha fatto fremere. Coloro che hanno visto l’esecuzione dicono che è salita  sul patibolo con molto coraggio.

 Voi lo chiamate
intestino e lo credete necessario alle funzioni della vita, ma sappiate che non è che serpente ripiegato su se stesso in tante anse e volute.  e se, quando coi suoi denti invisibili con cui quell’affamato morde il vostro stomaco, voi gli rifiutaste la sua pietanza, egli gridasse, tempestasse e vomitasse quel veleno che i vostri dottori chiamano bile, e vi riscalderebbe talmente col veleno che istilla nelle vostre arterie che voi ne sareste ben presto consumato.
Ma anche Dio non ha permesso che l’uomo solo fosse tormentato dal serpente ed ha voluto  che si tendesse contro la donna per scagliarle contro il suo veleno e che il gonfiore durasse nove mesi dopo averla punta

A M.mede Grignan -
A Paris,vendredi 23efévrier 1680.
Venne in carrozza da Vincennes a Paris; soffocò un po’ e fu imbarazzata. La si volle fr confessare, nessuna notizia. alle cinque la si legò e, con una torcia in mano, apparve nel patibolo,vestita di bianco; è una sorta d’abito per il rogo. Era molto rossa e si vedeva che respingeva il confessore e il crocifisso con violenza. A Notre-Dame, non volle mai pronunciare l’ammenda onorevole e, alla Grève, si difese quanto poté per uscire dal patibolo: La si tirò con la forza. La si mise sul rogo, seduta e legata col  ferro. La  si coprì di paglia. Bestemmiò molto, respinse la paglia  cinque o sei volte, ma alla fine il fuoco aumentò e la si è persa di vista  e le sue ceneri sono ora nell’aria. Ecco la morte di MmeVoisin, celebre per i suoi crimini e la sua empietà. si crede che ci saranno grandi conseguenze che ci sorprenderanno. Un giudice, cui,mio figlio diceva l’altro giorno che era una strana cosa di farla bruciare a fuoco lento, gli  disse:”Ah! monsieur, ci sono certi piccoli addolcimenti a causa della debolezza del sesso.-Eh che! monsieur le si strangola? –No,ma gli si gettano ceppi sulla testa; i ragazzi del boia strappano loro la testa con uncini di ferro.” vedete bene, figlia mia, che ciò non è così terribile come si pensa.



Così questa ragazza saggia  che vuole far conoscere su questa carta che non aveva mai avuto Amore, fa sì che il fiume dell’Inclinazione si getta in un mare  che si chiama il Mare Pericoloso;





Questa donna dunque soffrì tutto l’eccesso di quel martirio senza parlare.
La si conduce alla Grève. Prima d’esser gettata, dice che voleva parlare; si presenta eroicamente :”Messieurs, dice, assicurate M. Louvois che sono la sua serva e che gli ho mantenuto la parola, andiamo che si concluda.”Fu spedita all’istante. Che ne dite di questa sorta di coraggio? So ancora mille raccontini gradevoli come questo,ma il modo di dire tutto?Mentre siamo fra questi orrori,voi siete al ballo, date grandi cene,il  mio nipotino è a teatro e danza a meraviglia; in verità,è quel che si chiama il carnevale.


 Le soleil ni la mort ne se peuvent regarder fixement. 


perchè è abbastanza pericoloso per una donna, andare un po’ al di là delle ultime frontiere dell’Amicizia;
 Ma per mostrarvi che parlo seguendo la parola del Signore, ricordo che egli disse al serpente, per maledirlo, che egli avrebbe un bel far scuotere la donna drizzandosi contro di lei che tanto alla fine  lei gli avrebbe fatto abbassare la testa!.”

 "Insomma vuoi scendere, sì o no?", urlava Barbablu. "Un'altro momentino" rispondeva la moglie: e tornava a gridare: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Vedo" ella rispose "due cavalieri che vengono in qua: ma sono ancora molto lontani." "Sia ringraziato Iddio", aggiunse un minuto dopo, "sono proprio i nostri fratelli: io faccio loro tutti i segni che posso, perché si spiccino e arrivino presto."  Intanto Barbablu si messe a gridare così forte, che fece tremare tutta la casa. La povera donna ebbe a scendere, e tutta scapigliata e piangente andò a gettarsi ai suoi piedi: "Sono inutili i piagnistei", disse Barbablu, "bisogna morire". Quindi pigliandola con una mano per i capelli, e coll'altra alzando il coltellaccio per aria, era lì lì per tagliarle la testa. La povera donna, voltandosi verso di lui e guardandolo cogli occhi morenti, gli chiese un ultimo istante per potersi raccogliere. "No, no!", gridò l'altro, "raccomandati subito a Dio!", e alzando il braccio...In quel punto fu bussato così forte alla porta di casa, che Barba-blu si arrestò tutt'a un tratto; e appena aperto, si videro entrare due cavalieri i quali, sfoderata la spada, si gettarono su Barbablu e, colla spada lo passarono da parte a parte e lo lasciarono morto.




e fa poi sì che al di là di questo mare, c’è quel che chiamiamo Terre Sconosciute, perchè in effetti noi non sappiamo per niente quel che c’è e non crediamo che nessuno sia stato più lontano di Ercole;



C' è stato un tempo in cui l’immaginazione nell’uomo era così forte per non essere ancora stata corrotta né da stravizi e sregolatezze, né da crudezze alimentari, né dall’alterazione delle malattie … Adamo, eccitato dal violento desiderio di abbordare quel rifugio (approdare sulla luna?), divenne leggero per il fuoco di quell’entusiasmo, fu trasportato come accade ai filosofi, quando, per la loro immaginazione fortemente tesa verso qualcosa, sono portati via nell’aria con quei rapimenti che voi chiamate estatici.

Eva, che l’infermità del suo sesso rendeva più debole e meno ardente, non avrebbe certo avuto l’immaginazione sufficientemente vigorosa per vincere con il controllo della volontà il peso della materia. Ma poiché era da pochissimo che era stata tratta dal corpo del marito, la simpatia con cui questa metà, che era ancora legata al suo tutto, la portò verso di lui, via via che saliva, come l’ambra  si fa seguire dalla paglia, la calamita si volge al nord da dove è stata strappata. E così, Adamo, attirò l’opera della sua costola, come il mare attira i fiumi che da lui sono usciti. 
così che in questo modo Clelia ha trovato la possibilità di fare una gradevole morale dei sentimenti, con un semplice gioco della sua mente; e di far capire in modo molto particolare, che non ha affatto ricevuto amore, e che non ne può avere.








L’ arte della conversazione di M. de la Rochefoucault per aprire la discussione del pubblico sul tema del linguaggio rinnovato,strumento per cambiare la condizione sottomessa della dama.
        
  La conversazione era ,con la lettura,una delle distrazioni degli  habitués delle ruelles ,ovvero di quelli che nel XVIII s. si chiameranno  poi i salotti .Considerata ad un tempo come un’arte,in questo testo è l’oggetto di un’analisi approfondita. 


      Quel che rende poche persone gradevoli nella conversazione:il fatto che ognuno pensi più a quello che egli ha l’intenzione di dire che a quel che gli altri dicono,e che non si ascolta quasi quando si ha molta voglia di parlare. Tuttavia è necessario ascoltare quelli che parlano;bisogna dar loro il tempo di farsi comprendere,e sopportare anche che dicano cose inutili.
      Ben lungi dal contraddirli e dall’interromperli,si deve,al contrario entrare nella  loro mente e nel loro gusto,mostrare che li si capisce,lodare quel che dicono tanto quanto merita d’essere lodato e far vedere che è piuttosto per scelta che li si loda piuttosto che per compiacenza. Per piacere agli altri ,occorre parlare di quel che essi amano,e di ciò che li tocca,evitare le dispute su cose indifferenti e porre loro di rado domande ,e non lasciar loro mai credere che si pretende di avere più ragione di loro.
     Si devono dire le cose con un’aria più o meno seria e su temi più o meno elevati,secondo l’umore e la capacità delle persone che si intrattengono e ceder loro lietamente il privilegio di decidere,senza obbligarli a rispondere ,quando non hanno voglia di parlare. Dopo aver  soddisfatto così ai doveri della buona educazione,si possono esprimere i propri sentimenti,mostrando che si cerca di appoggiarli sull’opinione di coloro che ascoltano,senza atteggiamenti di  presunzione né  di ostinazione.
 Evitiamo soprattutto di parlare spesso di noi stessi e di porci come esempio. niente è più sgradevole di un uomo che cita se stesso ad ogni proposito.
  Non si può nemmeno applicarsi troppo a conoscere l’inclinazione  e la capacità intellettiva  di quelli a cui si parla,accordarsi alla mente  di colui che l’ha  più vivace ,senza ferire  la tendenza o l’interesse degli altri  con questa preferenza. Allora si devono far valere tutte le ragioni che egli ha detto,  aggiungendo modestamente  i nostri propri pensieri ai suoi,facendogli credere,per quanto è possibile,che è da lui che li si assume.
Non bisogna mai dire nulla con un’aria di autorevolezza,né mostrare alcuna superiorità intellettuale;rifuggiamo dalle espressioni troppo ricercate,dai termini duri o forzati,e non serviamoci affatto delle parole più grandi delle cose. Non è vietato  conservare le proprie opinioni, se sono ragionevoli,ma bisogna arrendersi alla ragione appena essa appare ,da qualunque parte venga:lei sola deve regnare sui nostri sentimenti,ma seguiamola   senza urtale i sentimenti degli altri , e senza far apparire il disprezzo per quello che hanno detto: è pericoloso voler essere sempre il padrone della conversazione ,e di spingere troppo lontano una buona ragione quando la si è trovata . L’onestà vuole che si nasconda talvolta la metà della propria intelligenza e che si gestisca con cura un testardo che si difende male ,per risparmiargli l’onta di cedere. Non piacciamo  certo quando si parla troppo a lungo  e troppo spesso di una stessa cosa, e si cerca di volgere la conversazione su soggetti di cui ci si crede più competenti degli altri. bisogna entrare indifferentemente su tutto quel che loro aggrada,soffermarcisi tanto quanto lo vogliano ,e allontanarsi da tutto quel che non è conveniente per loro.
   Ogni sorta di conversazione ,anche se elevata non è adatta ad ogni genere di persone d’intelletto:
bisogna scegliere  ciò che è di loro gusto ,ciò che conviene alla loro condizione,al loro sesso,ai loro talenti,e scegliere anche il tempo per dirlo. Osserviamo il luogo,l’occasione,l’umore,in cui si trovano le persone che ci ascoltano ,perché se occorre molta arte per saper parlare a proposito,non ne occorre meno  per saper tacere. Esiste un silenzio eloquente che serve ad approvare e a condannare,c’è un silenzio di discrezione e rispetto,esistono infine toni,arie e maniere  che determinano tutto quel che esiste di gradevole e sgradevole ,di delicato o di sorprendente nella conversazione,ma il segreto di servirsene bene è concesso a poche persone;quelli stessi che ne fanno delle regole ci inciampano spesso,e la più sicura che si possa dare è ascoltare molto ,parlare poco,non dire niente di cui ci si possa pentire. 















Il giorno 07/mar/2013, alle ore 23.14, Maria Gabriella Bruni ha scritto:


Nella mail precedente ho dimenticato di darti il mio parere sulla lettera sull’atmosfera di corte. Mi pare che vada del tutto fuori tema,perché l’ambiente del salotto vuole essere in opposizione e critico rispetto alle atmosfere e ai valori che circolano a Corte.
Dunque c’è il rischio di determinare una grande confusione di idee ,visto che non c’è spazio per fare tante precisazioni .C’è già la grande leggerezza della GUIRLANDE,che però almeno è nata nel salotto (sia pure della prima metà del secolo,più frivolo come salotto, e non della seconda come il nostro, che è molto più impegnato nella rivoluzione del linguaggio e della condizione della donna) .
Mi dispiace di spegnere un poco i tuoi entusiasmi,ma mi sembra che l’asciuttezza,la snellezza del filo conduttore siano necessarie se vogliamo che il dibattito abbia un qualche senso e le persone non si disorientino troppo ,anche se non sono state esplicitate troppe spiegazioni.
Ri -notte,
mariel

 (continua)

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