***************************************************************************************
Cara Marion,
Ho riguardato il pezzo di critica alla Princesse de Clèves
,che ti riporto qui sotto,e la traduzione è corretta e puntuale;rispetto alla
tua osservazione va detto che il critico è solo meno assoluto e totalizzante di
te;infatti dice “rarement” e solo per la seconda affermazione osa affermare “jamais”.
Ma in sostanza sono d’accordo con te,si dovevano sentire
un’élite a cui era
concesso anche di non essere troppo stringenti con la loro logica.Per punirlo
della sua arroganza ,ti mando una lettera di Mme de Sévigné dove rimprovera
assai il suo nobile cugino,criticandolo ben bene,che ci può anche servire per documentare un’altra parola chiave(generosità).
concesso anche di non essere troppo stringenti con la loro logica.Per punirlo
della sua arroganza ,ti mando una lettera di Mme de Sévigné dove rimprovera
assai il suo nobile cugino,criticandolo ben bene,che ci può anche servire per documentare un’altra parola chiave(generosità).
L'aveu de Mme de Clèves à son mari est extravagant,et ne se peut dire que
dans une histoire véritable;mais quand on en fait une à plaisir,il est ridicule
de donner à son héroïne un sentiment si extraordinaire.L'auteur,en le faisant,
a plus songé à
ne pas ressembler aux autres romans qu'à suivre le bon sens.
Une femme dit rarement à son mari qu'on est amoureux d'elle,mais jamais
qu'elle ait de l'amour pour un autre que lui :et d'autant moins qu'en se
jetant à ses genoux,comme fait la princesse,elle peut faire croire à son
mari qu'elle n'a gardé aucune borne dans l'outrage qu'elle lui a fait.
Bussy Rabutin,lettre à Madame de Sévigné,22Mars 1678.
Bussy Rabutin,lettre à Madame de Sévigné,22Mars 1678.
Cara Maria,
con queste ultime
traduzioni mi sembra di aver precisato a sufficienza. E’ davvero lontano dalla dimensione dei salotti,
il suo universo non mi sembra vicino a quello dei sentimenti,interessato piuttosto com’è alle più diverse forme di intelligenza,razionalità e conoscenza…Forse potresti puntare a un terzo incontro spettacolo dove inserire o monograficamente solo lui e la tua musica,oppure un collage dei libertini dei due secoli,con le varie sfumature dovute anche all’arco temporale lungo. Anche sul piano cronologico è sfalsato e si sente! Mi dispiace di non poterti incoraggiare,ma,in fondo ti offro nuove suggestioni!
il suo universo non mi sembra vicino a quello dei sentimenti,interessato piuttosto com’è alle più diverse forme di intelligenza,razionalità e conoscenza…Forse potresti puntare a un terzo incontro spettacolo dove inserire o monograficamente solo lui e la tua musica,oppure un collage dei libertini dei due secoli,con le varie sfumature dovute anche all’arco temporale lungo. Anche sul piano cronologico è sfalsato e si sente! Mi dispiace di non poterti incoraggiare,ma,in fondo ti offro nuove suggestioni!
Ti allego anche la griglia
che mi avevi mandato con le mie aggiunte(delle quali puoi fare quello che
vuoi),dove ho anche reinserito le parole chiavi in francese,per risolvere la
questione per me irrisolvibile di differenziare in italiano TENDRE
E TENDRESSE. Tanto non è incomprensibile da parte del pubblico intuire il significato di parole isolate con un testo intorno tutto in italiano,specie se saranno lette con lentezza e chiarezza.
E TENDRESSE. Tanto non è incomprensibile da parte del pubblico intuire il significato di parole isolate con un testo intorno tutto in italiano,specie se saranno lette con lentezza e chiarezza.
Aspetto le tue reazioni per
andare avanti. Che altri compiti mi assegni?
Presto Valentina mi invierà
la traduzione ritmata della Scuola delle Mogli. Eugenio dovrebbe farmi sapere
il telefono di LAURA,se tu decidessi che servono voci femminili per leggere le
due colonne. La seconda voce potrebbe essere quella
di Chiara. Per lei ho già il telefono;devo solo controllare se è tornata dal Messico dove era in piena foresta per i suoi
studi di antropologia. Se vuoi avere un’idea del loro aspetto,puoi andare sul blog CERFVOLANT3436.blogspot.com
al post Atelier di scrittura creativa;
di Chiara. Per lei ho già il telefono;devo solo controllare se è tornata dal Messico dove era in piena foresta per i suoi
studi di antropologia. Se vuoi avere un’idea del loro aspetto,puoi andare sul blog CERFVOLANT3436.blogspot.com
al post Atelier di scrittura creativa;
sono loro le due ragazze
premiate (con foto)al concorso dell’ambasciata francese .Sono passati più di
dieci anni,ma
sono rimaste quasi con lo stesso aspetto.
sono rimaste quasi con lo stesso aspetto.
A presto e buona giornata,
mariel
Ho inserito,solo per provare,le documentazione di altre traduzioni
per le parole chiave:
La Griglia con gli ultimi inserimenti,tradotti,ma da decidere se utilizzarli.
Affinché voi comprendiate meglio il disegno di Clelia,vedrete che ha immaginato che si può provare tenerezza per tre cause
diverse: per una grande
estime , per reconnaissance o per inclination: ed è ciò che l’ha obbligata a stabilire queste tre città di Tendre, su tre fiumi che portano questi tre nomi e di immaginare anche queste tre strade differenti per andarci. E come si dice Cuma sul mar Ionio e Cuma sul Tirreno, così si dice Tendre sur Inclination, Tendre sur Estime, Tendre sur Reconnaisance. |
Madame de Grignan
Aux
Rochers ,dimanche 28ejuin[1671]
[...]Consento al commercio di bello spirito che mi proponete. L’altro giorno ho
fatto una massima subito
senza pensarci,e la trovai così buona che credetti di averla imparata a memoria di quelle di M de La Rochefoucault.
Vi prego di dirmelo:in quel caso bisognerebbe lodare
la
mia memoria più della mia facoltà di giudizio. Dicevo, come se non avessi detto niente che l’ingratitudine attira i rimproveri,come la riconoscenza attira nuovi benefici . Ditemi dunque che cos’è questo? L’ho letto? L’ho sognato? L’ho immaginato? Niente è più vero che la cosa, e niente è più vero anche che non so dove l’ho presa e che l’ho trovata tutta organizzata nella testa e nella punta della lingua[...] |
quindi
rivolto al pubblico che non può apprezzare lo "stile alto"? come a
dire "noi" siamo più raffinate? perché, dopo l' intro della carta
di Tendre sembra un commento al linguaggio delle salottiere ...Certo,tanto che la précieuse dà del borghese a suo
zio.
Subito usando la citazione della Mlle de Scudéry,per dire
che cosa le signorine devono imporre per essere rispettate dagli uomini!
Ma che diavolo di gergo sento qui?
Ecco del vero stile
alto.- In effetti, ci sono persone del tutto sconvenienti in tema galanteria? Ci scommetto che non hanno mai visto la Carte de Tendre e che Biglietto-Dolce, Delicate Premure, Biglietti Galanti e Graziosi Versi, sono terre sconosciute per costoro. Non vedete che l’intera loro persona testimonia tutto questo, che non hanno per nulla quei modi che forniscono subito una buona opinione delle persone? Venire in visita amorosa senza alcun ornamento, un cappello senza piume di struzzo, senza una parrucca pettinata, un abito che sopporta una povertà di nastri...
Mio Dio, che spasimanti sono
questi? Quale frugalità d’aggiustamenti e quale asciuttezza di
conversazione!
Non può durare, non la si regge.
|
|
musica
|
|
Tuttavia come ha presunto che Tendre che nasce su Inclination non ha bisogno di nient’altro per
essere quella che è ,Clelia, come potete vedere non ha posto nessun villaggio
lungo i bordi di questo fiume, che va
così veloce che non ci sono soste da fare per andare da Nouvelle Amitié a Tendre. |
|
musica
|
|
A Paris, le mercredi 18e février
[1671]
Vi scongiuro, cara figlia, di
conservare i vostri occhi
per i miei, sapete che devono finire al vostro servizio. Comprendete bene, mia bella, che nel modo in cui mi scrivete, bisogna bene che pianga leggendo le vostre lettere. Per capire qualcosa dello stato in cui sono per voi, aggiungete, mia cara, alla tenerezza e all’inclinazione naturale che ho per la vostra persona, la piccola circostanza d’essere persuasa che mi amate, e giudicate l’eccesso dei miei sentimenti. Cattiva! Perchè mi nascondete talvolta tesori tanto preziosi? Avete paura che io muoia di gioia? Ma non temete anche che io muoia per il dispiacere di credere di vedere il contrario? lasciatemi gioire di un bene senza il quale la vita mi è dura e fastidiosa; non sono per niente parole, sono verità.
Mme de Sévigné
|
|
Ma per arrivare a Tendre sur
estime, non è lo stesso: poiché Clelia ha messo
ingegnosamente altrettanti villaggi quante sono le piccole e grandi
cose che
possono contribuire a far nascere, per stima, questa tenerezza di cui intende parlare. |
|
Non gettate così lontano i libri di La Fontaine. Ci
sono
favole che vi rapiranno e dei racconti che vi affascineranno: la fine delle Oche di fratello Filippo, I Remois e Il Cagnolino; tutto ciò è molto carino, solo quello che non è di questo stile è piatto. Vorrei scrivere una favola che gli facesse intendere quanto è miserabile forzare il suo talento a uscire dal suo genere, e quanto la follia di voler cantare su tutti i toni crea cattiva musica. La Fontaine non deve allontanarsi dalla grande capacità che ha di raccontare. |
|
La Donna e il Segreto
È difficile a chi porta le gonne il custodire un gran egreto in petto; quantunque sotto un simile rispetto, ci sian uomini peggio delle donne. Un marito per mettere alla prova la sua donna, una notte a dire uscì: - Nel ventre par che tutto mi si muova, provo un dolor che non provai fin qui. Ho fatto un ovo. - Un ovo, o Dio bambino! - Ecco, vedilo qui tiepido ancora, guardati ben dal dirlo. Ogni vicino mi chiamerebbe gallinetta allora -. La donna, nuova al caso, con spavento, per tutti i santi di tacer giurò. Ma non durò poi molto il giuramento, ché appena in Oriente il sol spuntò, scesa dal letto va da una comare e: - Amica, - dice, - amica, un caso novo, ma zitta, non mi fate bastonare, sapete? mio marito ha fatto un ovo. - Un ovo? - Signorsì, tre volte tanto i soliti, ma zitto in carità. - Gesummaria! - Tacete. - Dal mio canto non fiato, ve lo giuro, andate là -. Quando partì la femmina dell'ovo, l'amica che a cantar nel ventre sente il gran segreto, al solito ritrovo cammina a sparpagliarlo fra la gente. Ma in vece d'uno, nel contar la storia, disse che l'uomo n'avea fatti tre, e un'altra ancor più corta di memoria, in gran segreto quattro gliene dié. Il segreto era quello del magnano, tutti parlavan dell'avvenimento, e l'ovo crebbe sì di mano in mano, che in capo al dì n'aveva fatti cento. |
|
In effetti voi vedete che da Nuova Amicizia
si passa a un luogo che si chiama Grand
Esprit, perché solo da un grand esprit può nascere l’estime;
(nel senso che l'elevazione dello spirito suscita la
stima)
|
Il giansenista Nicole è un grande spirito???
A Mme de Grignan
et à Pauline de Grignan
Aux Rochers,
dimanche,6e
novembre [1689]
«Il signor
Nicole è divino. Veramente, dev'essere
che egli si aiuta con la grazia sufficiente, che non è sufficiente, ma per me è sufficiente perché essa è la grazia efficace detta con altre parole». |
Lettre à Mme
de Grignan
A Paris ,mercredi 20e
janvier [1672]
Ecco le Maximes di M. de la
Rochefoucault riviste, corrette e aumentate: è da parte sua che ve le
invio.
Ce ne sono di
divine; e per mia onta ce ne sono
che io non capisco. Dio sa come voi le intenderete:
- Si on juge de l’amour
par la plupart de ses effets, il ressemble plus à la haine qu’à
l’amitié
-S’il ya un amour
pur et exempt du mélange de nos autres passions,
c’est celui qui est caché au fond du cœur, et que nous ignorons nous-mêmes.
-L’amour aussi
bien que le feu ne peut subsister
sans un mouvement continuel; et il cesse de vivre dès qu’il cesse d’espérer ou de craindre. |
|
Poi vedete quei piacevoli villaggi di Versi
Graziosi,
di Billet Galant e di Billet Doux, che sono le operazioni più abituali del grande spirito agli inizi di un’amicizia. |
|
Permettez-moi, belle Julie,
de mêler mes vives couleurs
à celles de ces rares fleurs
dont votre tête est embellie :
Je porte le nom glorieux
Qu’on doit donner à vos beaux yeux.
|
|
Franche d’ambition je me cache
sous
l’herbe,modeste en ma couleur ,modeste en mon séjour;
Mais si sur votre front je me puis
voir
un jour,la plus humble des fleurs sera la plus superbe. |
|
Poi, proseguendo per questa via, vedete
Sincérité, Grand Cœur, Probité, Générosité, Respect, Précision e Bonté, tutto (di fronte) a Tendre, Per far capire che non c’è vera stima senza bonté e che non si può arrivare a Tendre da quel lato senza avere quella preziosa qualità. |
A Mme de Grignan
A Paris, ce vendredi 12e
Février [1672]
[...]Ho avuto una grande conversazione
con M Le Camus; vi ama e vi onora;è istruito a perfezione.
Il vescovo non ha che da frequentarlo .Entra
così perfettamente nei nostri sentimenti ,che mi dà consigli;
ed io saprò attraverso lui i suoi modi;è irritato dai
comportamenti disonesti;e siccome ne ha di molto contrari,non fa fatica a
entrare nei nostri interessi ,
dove la rettitudine e la sincerità sono di casa. Quello a cui non bisogna affatto rinunciare ,qualunque cosa accada:questa moda torna sempre. Non si imbroglia abbastanza a lungo il mondo e i furbi sono alla fine scoperti;ne sono persuasa.[...] |
A Mme de Grignan
Aux Rochers,dimanche 31e mai
[1671]
[...]Mlle du Plessis è
proprio come l’avete lasciata ;ha una nuova amica a Vitré,di cui si orna
,perché è un bello spirito che ha letto tutti i romanzi,e che ha ricevuto due
lettere
dalla principessa di Tarente. Ho fatto dire con cattiveria tramite Vaillant che ero gelosa di questa nuova amicizia, che non lo testimonierei per nulla,ma che il mio cuore era preso:tutto quel che ha detto in proposito è degno di Molière. E’ una cosa piacevole vedere con quale cura mi gestisce e come distoglie abilmente la conversazione per non parlare affatto della mia rivale davanti a me: ed io recito anche molto bene il mio personaggio.
I
miei alberelli sono di una bellezza sorprendente .Pilois
ecco
una parola che ho scritto su un albero per mio figlioli fa salire fino alle nuvole con una probità ammirevole. Per davvero,niente è tanto bello come questi viali che avete visto nascere. Sapete che vi ho dato un genere di motto che vi si adattasse. che è tornato da Candia ,”vago di fama” .Non è carina per non essere che una parola?Feci scrivere ancora ieri , in onore dei pigri,”bella cosa far niente”(in italiano nel testo)”
Al
conte di Bussy Rabutin
a
Paris,ce 26e luglio 1668.
Voglio
cominciare col rispondere in due parole alla
vostra lettera del 9 di questo mese,e poi il nostro processo sarà finito.
Mi
attaccate con dolcezza,signor conte, e mi rimproverate con finezza che non
ho una grande attenzione per gli
sfortunati;
ma
che in compenso batterò le mani per il vostro ritorno;
in una parola,che urlo coi lupi,e che sono di abbastanza buona compagnia per non contraddire coloro che biasimano gli assenti.
Vedo
bene che siete mal al corrente sulle notizie di questo paese. Cugino
mio,apprendete dunque da me che non c’ è
modo di accusarmi di debolezza per i miei amici .Ce ne
sono molti altri,ma non quello.,come dice Mme Bouillon. questo pensiero non è che nella vostra testa,ed io ho dato qui le mie prove di generosità sul tema di quelli in disgrazia(cfr.Fouquet e il cardinal de Retz),
che
mi hanno messo in una posizione d’onore in molti
buoni luoghi,che vi direi se volessi. Non credo dunque di meritare questo rimprovero,e occorre che voi cancelliate quest’articolo sul promemoria dei miei difetti.[...]
A Coulange
A Paris,ce vendredi 19e décembre [1670]
quel
che si chiama cadere dall’alto delle nuvole è quello
che successe ieri sera alle Tuileries;ma bisogna riprendere le cose da più lontano .Siete per questo alla gioia,ai trasporti amorosi, ai rapimenti della principessa e del suo felice amante. Fu dunque lunedì che la cosa fu dichiarata,come avete saputo. Il martedì si passò a parlare,a sorprendersi,a fare complimenti. Il mercoledì ,Mademoiselle fece una donazione a M. de Lauzun,col progetto di dare i titoli ,i nomi e gli ornamenti necessari per essere chiamati nel contratto di matrimonio ,che fu fatto lo stesso giorno. Gli dette ,dunque,aspettando il meglio,quattro ducati
:il
primo,è la contea d’Eu,che è la prima Parìa
di Francia e che dà il primo rango;il ducato di Montpensier,di cui ieri portò il nome per tutta la giornata;il ducato di Saint-Fargeau,,il ducato di Châtellerault:tutto ciò stimato ventidue milioni .Il contratto fu fatto dopo,dove prese il nome di Montpensier.il giovedì mattina,che era ieri, Mademoiselle sperò che il Re avrebbe firmato, come aveva detto; ma verso le sette di sera,Sua Maestà era stato persuaso dalla Regina,da Monsieur,e parecchi vecchioni,che quell’affare faceva torto alla sua reputazione,si risolse a romperlo,e ,dopo aver fatto venire Mademoiselle e M. de Lauzon,dichiarò loro ,davanti a M. le Prince che vietava loro di pensare a quel matrimonio. M. de Lauzun ricevette quest’ordine con tutto il rispetto , tutta la sottomissione ,tutta la fermezza, e tutta la disperazione che meritava una così grande caduta. Per Mademoiselle,secondo il suo umore, scoppiò in pianti,in grida,in dolori violenti,in lamenti eccessivi;e per tutto il giorno non è uscita dal suo letto, senza inghiottire nient’altro che brodini. Ecco un bel sogno,ecco un bel soggetto di romanzo o di tragedia , ma soprattutto un bel soggetto da ragionare e da parlare eternamente: è ciò che noi facciamo giorno e notte,sera e mattina,senza fine,senza tregua. Speriamo che farete altrettanto,e” fra tanto vi bacio le mani”(in italiano nel testo) . |
“Eccoci a questo tratto così nuovo e
così singolare, (del romanzo di M.mede La Fayette ) che è la confessione che la princesse de Clèves fa
a suo marito dell’amore che lei porta al duca di Nemours.
Che si ragioni finché si voglia su
questo: io trovo
il tratto ammirevole e molto ben preparato. E’ la più virtuosa donna del mondo che crede di aver ragione di diffidare di se stessa, perchè sente il suo cuore prevenuto suo malgrado in favore di un altro diverso da suo marito. Si accusa come di un crimine di questa sua inclinazione del tutto involontaria e per quanto innocente sia; cerca aiuto per vincerla. Dubita di avere la forza di venirne a capo se si fidasse solo di sé. E per imporsi ancora una condotta più austera di quella che la sua propria personale virtù le imporrebbe, fa a suo marito la confidenza di ciò che sente per un altro.
In questo io non vedo altro che un atto
bello
ed eroico.” |
|
"Ebbene, signore, gli rispose
gettandosi alle sue
ginocchia, vi farò una confessione che mai è stata fatta a un marito; ma l’innocenza della mia condotta e delle mie intenzioni me ne dà la forza. Vi chiedo mille volte perdono se nutro sentimenti per un altro uomo, ma non vi affliggerò mai con le mie azioni. Pensiate che per fare quel ch’io faccio, occorre avere più amicizia e più stima per un marito di quanto se ne abbia mai avuta; guidatemi, abbiate pietà di me, e amatemi ancora, se potete."
M. de Clèves pensò di morire di dolore ,e
abbracciandola e sollevandola disse:
"abbiate pietà di me voi stessa,
signora, Voi mi
sembrate più degna di stima e d’ammirazione che tutto quel che c’è mai stato di donne al mondo; ma anche io mi trovo il più infelice uomo che sia mai esistito. Ho tutt’insieme la gelosia di un marito e quella d’un amante; la fiducia e la sincerità che voi avete per me hanno un valore infinito: mi stimate abbastanza per credere che non abuserò di questa confessione: Avete ragione,signora , non ne abuserò e non vi amerò meno per questo. Mi rendete infelice per il più grande segno di fedeltà che mai una donna abbia dato a suo marito." |
|
“Bah … La confessione di Mme de
Clèves a
suo marito è stravagante, e si può immaginare forse in una storia vera; ma quando se ne fa una a piacere, è ridicolo dare alla propria eroina un sentimento così straordinario.
L’autrice, facendolo, ha pensato di più
a
non somigliare agli altri romanzi che a seguire il buon senso.
Una donna dice raramente a suo marito
che qualcuno è innamorato di lei, ma mai che lei abbia dell’amore per un altro, diverso da lui. E tanto meno gettandosi alle sue ginocchia, come fa la principessa.
(trovo
contraddittoria questa
critica, non trovi? prima dice che in una storia vera passi, ma nel romanzo è improponibile, poi aggiunge che nella realtà non accade e che l' autrice vuole fare la "originale" nel romanzo) Se lo potevano permettere,vista la loro condizione così prestigiosa e universalmente ammirata.... |
|
Dopo ciò, bisogna, per favore, tornare a Nouvelle Amitié per vedere da quale via si va da lì a Tendre sur Reconaissance.
|
|
A Madame de Grignan
Aux
Rochers ,dimanche 28ejuin[1671]
[...]Consento al commercio di bello spirito che mi proponete. L’altro giorno ho fatto una massima subito senza pensarci,e la trovai così buona che credetti di averla imparata a memoria di quelle di M de La Rochefoucault.
Vi prego di dirmelo:in
quel caso
bisognerebbe lodare la mia memoria più della mia facoltà di giudizio. Dicevo,come se non avessi detto niente che l’ingratitudine attira i rimproveri, come la riconoscenza attira nuovi benefici . Ditemi dunque che cos’è questo? L’ho letto? L’ho sognato? L’ho immaginato? Niente è più vero che la cosa, e niente è più vero anche che non so dove l’ho presa e che l’ho trovata tutta organizzata nella testa e nella punta della lingua[...] |
|
Vedete dunque ,vi prego, come bisogna
andare prima da Nuova Amicizia a Complaisance
dopo, a quel piccolo villaggio chiamato Soumission,
|
A Madame de Grignan
Achevée à Paris, ce mercredi 4e mai [1672]
Comincio un po’ prima del
ragionevole
mia cara,per chiacchierare un po’ con voi. Non posso dirvi quanto vi compiango,
quanto vi lodo,quanto vi
ammiro:ecco il mio
discorso diviso in tre punti. Vi compiango di essere soggetta a umori neri
che vi fanno sicuramente
molto male; vi lodo
di esserne padrona quando occorre,e principalmente per M. de Grignan,
che ne sarebbe
compenetrato:è un
segno dell’amicizia e della compiacenza che avete per lui; vi ammiro di costringervi
per parere
quel che non siete: ecco che cosa
è eroico e frutto della vostra filosofia; voi avete in voi di che esercitarla[...]. |
Ognuno ha il suo
metodo.
In fatto di moglie,
come in tutto, io voglio
fare a modo mio.
Scegliere una metà che
dipenda del tutto
da me,
e per la cui
sottomissione piena
non abbia da
rinfacciarmi alcun bene
né nascita.
Un’ aria dolce e
posata, fra altri fanciulli,
mi ispirò amor per lei
fin dai quattro anni,
sua madre trovandosi
da povertà oppressa
mi venne in mente di
chiedergliela
e la brava contadina,
sentendo il mio
desiderio
di togliersi quel peso
non le parve vero.
In un piccolo
convento, lontano da ogni
relazione,
la feci allevare
seguendo la mia politica
cioè ordinando quali
cure si sarebbero
impiegate
per renderla il più
possibile idiota.
Grazie a Dio, il
successo è seguito
alla mia attesa:
e cresciuta, l’ho
vista a tal punto
innocente,
che ho benedetto il
cielo d’aver
raggiunto il mio scopo, | |
Il villaggio di sottomissione (e che) confina con un altro molto piacevole che si chiama Soins Delicats . |
LA
SCUOLA DELLE MOGLI.
Atto I,scena I,versi 123/165-
trad. Sandro Bajini,Garzanti 1994.
Arnolphe-Ciascuno
ha il suo sistema.
Con
le donne e col resto io faccioa modo mio.
Sono
ricco abbastanza ,io credo,per potere
Scegliere
una metà
che mi deva ogni cosa,
E
da cui la completa e piena dipendenza
Non
venga a ricordarmi nascita e patrimonio.
Quattr’anni
aveva,e il viso di lei dolce e
compunto In mezzo all’altre bimbe mi suscitò l’amore,Sua madre si trovava in gravi ristrettezze
E
di chiederla in moglie mi venne la pensata,
La
buona contadina ,di fronte alla richiesta,
Accettò
di buon grado di levarsi un tal peso.
In
un convento lungi da mondano commercio,
Io
la feci educare secondo i miei principi.
Vale
a dire ordinando d’usar qualsiasi mezzo
Per
farla diventare idiota il più possibile.
la
Dio mercé,il successo ha coronato l’attesa:
L’ho
vista ora,cresciuta,a tal punto innocente
Che
ho ringraziato il cielo d’avermi accontentato
Col
darmi una mogliera,fatta a misura mia.
L’ho
dunque ritirata ; ma poiché la mia casa
E’
aperta tutto il giorno a ogni sorta di gente,
L’ho
collocata altrove,come vuole prudenza,
in
un quartiere dove non ricevo nessuno.
e
per non rovinare la sua indole buona,
Le
ho messo accanto gente semplice come lei.
Mi
chiederete adesso:perché questo racconto?
E
il risultato è questo:come fedele amico,
Io
vi invito stasera a cenare con le,
voglio
che voi possiate un poco esaminarla
e
dirmi se davvero io son da condannare.
Chrysalde
– Acconsento.
Arnolphe
– potete,nella conversazione,
Giudicare
la donna e l’innocenza sua .
Chrysalde
– Sopra quest’argomento quel
che m’avete detto
Non
può...
Arnolphe
– La verità va più in là del racconto.
Nei
candidi suoi modi ogni giorno l’ammiro.
E
talvolta ne dice che tanto mi fan ridere.
L’altro
giorno(chi lo potrebbe credere?)
Era
tanto in pena che venne a chiedermi
con
un’innocenza a nessun’altra pari,
Se
dalle orecchie vengono i pueri.
Chrysalde
– Signor Arnolphe,me ne rallegro tanto.
|
Lettre
à Mme de Grignan
A Paris,
mercredi 10e juillet [1675]
Sono, ve lo assicuro, alla disperazione
per
l’inquietudine che vi ha procurato la mia salute. Ahimè, mia bella, non pensate ad altro e il vostro ragionamento è fatto apposta per procurarvi angoscia. Dite che vi si fa mistero del mio salasso; ma in fede mia, non sono affatto malata, non ho avuto affatto le caldane. Decisi il mio salasso bruscamente, secondo la necessità dei miei affari, piuttosto che su quella della mia salute; mi sentivo un po’ oppressa: giudicai che mi occorresse un salasso prima di partire, al fine di mettere questo salasso come provvista nei miei bagagli. Non vi feci sapere niente perchè ciò avrebbe avuto l’aria di fare la scena di chi è impedita,e questa discrezione vi è costata mille pene. Ne sono disperata, figlia mia; ma credetemi, non vi ingannerò mai, e seguendo le nostre massime di non risparmiarci affatto,vi farò sapere sempre sinceramente come sto; fidatevi di me. Per esempio, si vuole ancora che io mi purghi. ebbene, lo farò come ne avrò il tempo; non ne siate punto spaventata. sto molto bene, sbarazzatevi di questa inquietudine. |
|
Vedete, io dico, che da lì si deve passare
per Assiduité,
per far capire che non basta aver per qualche giorno tutte quelle delicate premure obbliganti, che producono tanta riconoscenza, se non le si ha in modo costante. |
|
Lettre
à M . de Coulanges
A
Paris ce lundi 15e décembre 1670.
Vado a farvi
conoscere la cosa più sorprendente,
la più meravigliosa, la più miracolosa, la più trionfante ,la più stordente, la più inaudita, la più singolare, la più straordinaria, la più imprevista, la più grande, la più piccola, la più rara, la più comune, la più sfarzosa, la più segreta fino ad oggi, la più brillante, la più degna d’invidia: infine una cosa di cui non si trova che un esempio nei secoli passati, una cosa che non la si può credere a Paris, come non si potrebbe credere a Lyon; una cosa che fa gridare misericordia a tutti; una cosa che colma di gioia Mme de Rohan e Mme de Hauterive; una cosa che infine si farà domenica, dove coloro che la vedranno crederanno di avere le visioni; una cosa che si farà domenica,e che non sarà fatta, forse, lunedì. Non posso risolvermi a dirla; indovinatela: ve la do in tre, gettate la vostra lingua ai cani? Ebbene! Bisogna dunque dirvela: M. de Lauzun sposa domenica al Louvre, indovinate chi? Ve la do in quattro,ve la do in dieci; ve la do in cento. E' ben difficile da indovinare;è M.mede la Vallière? -Niente affatto, Madame.
E’ dunque M.llede
Retz? Proprio per niente, siete
molto provinciale. Veramente siamo ben stupide, voi dite, è M.lleColbert.?- Ancor meno.
E’ certamente M.lle de
Créquy? Non ci siete.
Occorre dunque alla fine dirvelo: sposa, domenica al Louvre, col permesso del re, Mademoiselle, Mademoiselle de ... Mademoiselle, indovinate il nome:
sposa Mademoiselle, in
fede! in fede mia!
La mia fede giurata! Mademoiselle, la grande Mademoiselle; Mademoiselle, figlia di Monsieur; Mademoiselle, nipote di Henri IV; Mademoiselle d’Eu, Mademoiselle de Dombes,Mademoiselle de Montpensier, Mademoiselle d’Orléans, Mademoiselle, cugina germana del Re; Mademoiselle destinata al trono; Mademoiselle, il solo partito di Francia che fosse degno di Monsieur. Ecco un bel soggetto per discorrere Se gridate, se siete fuori di voi, se vi dite che abbiamo mentito, che questo è falso, che ci si burla di voi, che è una bella presa in giro, che tutto questo è uno scherzo di cattivo gusto. Se infine ci lanciate ingiurie: noi troveremo che avete ragione; ce la siamo presa quanto voi.Addio, le lettere che saranno recapitate per via ordinaria vi faran vedere se diciamo il vero o no. |
|
Dopo vedete che si deve passare a un altro
villaggio che si chiama Diligence e non fare come certe persone tranquille che non si affrettano neanche un po’ per quanto le si preghi e che sono talvolta incapaci d’avere quella sollecitudine che talvolta produce così tanto la gratitudine . |
|
Dopodiché vedete che bisogna passare
a
Grands Services , e che, per sottolineare che ci sono poche persone capaci di renderne, questo villaggio è più piccolo degli altri |
|
In seguito bisogna passare a Sensibilité, per far capire che
bisogna percepire fino ai più piccoli dolori di quelli che si
amano.
|
A Mme de Grignan
A Paris,lundi 9e février [1671]
Ricevo le vostre lettere
,mia cara,come voi
avete ricevuto il mio anello; fondo in lacrime leggendole,
sembra che il mio cuore
voglia fendersi a metà
,sembra che mi scriviate ingiurie,o che siate malata o che vi sia capitato qualche incidente, ed è tutto il contrario:mi amate,bimba mia cara , e me lo dite in un modo che
non posso sostenere senza pianti in abbondanza.
Continuate il vostro viaggio senza alcuna avventura
fastidiosa;e quando vengo
a sapere tutto questo,
che è per l’appunto tutto quello che può esserci per me di più piacevole,eccomi nello stato in cui sono. Avvertite dunque che pensate a me, ne parlate,e preferite
scrivermi i vostri
sentimenti piuttosto di quanto
amiate dirmeli. In qualunque modo mi arrivino, sono ricevuti con una tenerezza e una sensibilità che non è compresa che da coloro che sanno amare come io faccio. Mi fate provare per voi tutto ciò che è possibile sentire in quanto a tenerezza; ma se voi pensate a me ,mia povera cara, siate certa anche che io penso continuamente a voi; è quel che i devoti chiamano un pensiero abituale[...] |
Dopo, bisogna, per arrivare a Tendre, passare
per Tendresse perché l’amicizia (amore) attira l’amicizia,sogna poi andare a Obéissance, |
non essendoci quasi niente che
impegni di più
il cuore di coloro a cui si obbedisce se non la cieca obbedienza. |
|
De Madame de Sévigné à Ménage.
23juin(1668)
Votre souvenir m’a donné une joie sensible, et m’a réveillé tout l’agrément de notre ancienne amitié. Vos vers m’ont fait souvenir de ma jeunesse, et je voudrais bien savoir pourquoi le souvenir de la perte d’un bien aussi irréparable ne donne point de tristesse. Au lieu du plaisir que j’ai senti, il me semble qu’on devrait pleurer : mais, sans examiner d’où peut venir ce sentiment, je veux m’ attacher à celui que me donne la reconnaissance que j’ai de votre présent. Vous ne pouvez douter qu’il ne me soit agréable, puisque mon amour-propre y trouve si bien son compte, et que j’y suis célébrée parle plus bel esprit de mon temps. Il faudrait, pour l’honneur de vos vers, que j’eusse mieux mérité tout celui que vous me faites. Telle que j’ai été, et telle que je suis, je n’oublierai jamais votre véritable et solide amitié, et je serai toute ma vie la plus reconnaissante comme la plus ancienne de vos très-humbles servantes.
La marquise de
Sévigné.
|
|
e per arrivare infine là dove si vuole
andare,
bisogna passare da Amitié constante, che è certamente il cammino più sicuro per arrivare a Tendre sur Reconnaissance. |
|
Ma, Signora, siccome non ci sono sentieri
dove non ci si possa che sono a Nuova Amicizia,se prendano un po’ più a destra, o un po’ più a sinistra, si smarriscano pure; perché se partendo dal Grand Esprit, si andava a Négligence, che voi vedete proprio di fronte su questa carta; in seguito continuando questo smarrimento, si andasse a Inégalité. |
|
A Mme de Grignan,
à Paris, ce dimanche 26e avril,1671.
E’ domenica 26 aprile;
questa lettera non
partirà che mercoledì; ma questa non è una lettera, ma il racconto che Moreuil mi ha appena fatto, per voi, di quel che è accaduto a Chantilly relativo a Vatel, il cuoco del Re.
Vi ho scritto
venerdì che si era pugnalato: ecco
l’affare in dettaglio:
Il Re arrivò giovedì sera; la caccia,
le lanterne, il chiar di luna, la passeggiata, la merenda in un posto tappezzato di giunchiglie, tutto andò a meraviglia. Cenammo. Ci furono alcuni tavoli dove mancò l’arrosto a causa di diversi coperti imprevisti. Questo turbò molto Vatel; pronunciò molte volte: ”Ho perso l’onore; ecco un affronto che non sopporterò". Disse a Gourville:” Mi gira la testa. Sono dodici notti che non ho dormito; aiutatemi a dare ordini.” Gourville lo confortò come poté . Quell’arrosto che era mancato, non alla tavola del Re, ma ai venticinquesimi, gli tornava sempre in mente. Monsieur il Principe andò fino in camera sua, e gli disse: ”Vatel, va tutto bene; niente era bello come la cena del Re.” E lui disse: ” Monseigneur la vostra bontà mi dà il colpo di grazia; so che l’arrosto è mancato a due tavoli, non sopravvivrò a questo affronto; ho onore e reputazione da perdere.” . – Niente affatto, disse il Principe, non preoccupatevi, va tutto bene.” Viene la notte: i fuochi d’artificio non riescono, sono coperti da una nuvola; erano costati sedicimila franchi. Alle quattro del mattino, Gourville si burlò di lui. Vatel sale in camera sua, mette la sua spada contro la porta e se la passa attraverso il cuore, ma non succede che al terzo colpo, perchè ne aveva sferrati due che non erano stati mortali; cade morto. Vanno in camera sua; urtano contro la porta, la sfondano; lo trovano nnegato nel suo sangue, si corre da Monsieur il Principe, che è alla disperazione. Monsieur il Duca pianse, era su Vatel che ruotava tutto il suo viaggio in Borgogna. Monsieur il Principe lo disse al Re con grande tristezza. si è lodato e biasimato il suo coraggio. Tuttavia Gourville cerca di porre riparo alla perdita di Vatel. E così è stato. Si è pranzato molto bene, si è fatto merenda, si è cenato; si è passeggiato, si è giocato, siamo stati a caccia; tutto era profumato di giunchiglie, tutto era incantato. |
|
di là a Tiedeur
|
A Mme de GRIGNAN
A Paris, ce vendredi 20emars [1671]
Figlia mia cara,
Dite una parolina in una delle vostre lettere,
di Mme de Lavardin; è entusiasta del vostro merito, ed io, bambina mia, della tenerezza che ho per voi. Se non ve ne parlo ancora abbastanza di buon grado, è per discrezione; ma, in una parola, mi occupate interamente, e senza darvi nessun appuntamento spirituale, come Mlle de Scudéry, siate sicura che non sapreste pensare a me in nessun momento in cui io non pensi a voi, non sapreste pensarci a torto, piccina mia. Ma guardate un po’ la luna,
questa luna che
guardo anch' io; vediamo la stessa cosa,
sebbene a duecento leghe lontane l’una dall’altra. |
a Legéreté;
|
|
A Mme de Grignan
à Paris,ce vendredi,24e avril [1671]
"Ho
comprato, per farmi una veste da camera,
na stoffa come quella che avete voi per la vostra ultima sottana. È ammirevole. C'è un po' di verde, ma domina il viola, insomma, ho dovuto soccombere. Si voleva farmela foderare di color fuoco, ma ho trovato che sarebbe apparsa, da parte mia, un'impenitenza finale. Il di sopra è fragilità pura, ma il disotto sarebbe stata una volontà determinata che mi è sembrata contro tutti i buoni costumi, e allora mi son gettata nel taffettà bianco». |
|
e a Oblio;
|
A Mme de Grignan
Aux Rochers, dimanche 31e mai
Finalmente,figlia mia,eccoci in questi poveri Rochers.
Quale modo di rivedere questi viali,queste insegne,
questo studiolo,questi libri,questa camera,senza
morire di tristezza? Ci sono ricordi piacevoli;ma ce ne sono di così vivi e teneri,che si fa fatica a sopportarli: ne fan parte quelli che ho di voi. Non capite affatto bene l’effetto che questo può fare in un cuore come il mio?
Se i continuate a stare
bene,cara bambina mia,
non verrò a trovarvi che l’anno venturo:la Bretagna e la Provenza non sono compatibili. Sono una cosa strana i grandi viaggi: se si restasse sempre nello stato in cui si è quando si arriva,non si uscirebbe mai dal luogo in cui si è; ma la Provvidenza fa in modo che si dimentichi ;è la stessa che serve alle donne che hanno partorito. Dio permette quest’oblio perché il mondo non finisca e si facciano viaggi in Provenza. quello che vi farò mi darà la più grande gioia che possa ricevere nella mia vita; ma che tristi pensieri non vedere per niente la fine al vostro soggiorno! Ammiro e lodo sempre più la vostra saggezza. Sebbene,a dire il vero, io sia molto toccata da questa impossibilità ,spero che a quel tempo vedremo le cose in un’altra maniera;Occorre ben sperarlo ;perché senza questa consolazione ,non ci sarebbe che da morire. Talvolta ho qualche fantasticheria in questi boschi, di una tale cupezza,che ne torno più mutata che dopo un accesso di febbre. [...] |
Invece di trovarsi a Tendre sur
Estime, ci si troverebbe al Lago dell’Indifférence che vedete segnato su questa carta,
e che con le sue acque tranquille rappresenta, senza dubbio molto
giustamente, la cosa di cui porta il nome in questo luogo.
|
|
Bene: quanto me,
penso che il matrimonio non deve mai arrivare che dopo le altre
avventure. Bisogna che un amante per essere gradevole, sappia declamare
i bei sentimenti, esprimere a voce o per iscritto la dolcezza, la tenerezza e
la passione e che il corteggiamento abbia spirito.
Ma per venire di
punto in bianco all’unione coniugale, non corteggiare una donna
se non facendo il contratto di matrimonio è prendere giustamente il romanzo
per la coda e, ancora una battuta, padre mio,non può esistere nulla di più
volgare di quel procedimento; ed io ho la nausea al solo vederlo.
|
|
Les vertus se perdent dans
l’intérêt comme les fleuves se perdent dans la mer.
|
“...dimenticavo di
rivelarvi un segreto di cui non potete non essere a parte. Saprete dunque che
dopo che Eva e suo marito ebbero mangiato la mela vietata, dio, per punire il
serpente che li aveva tentati lo relegò nel corpo dell’uomo. Non è più nata
da allora creatura umana che per punizione del crimine commesso dal primo
padre non nutra un serpente nel suo ventre tratto da quel primo.
|
|
A Mme de Grignan
17
luglio 1676
Finalmente
è fatta, la Brinvilliers è nell’aria. Il suo povero corpicino è stato
gettato, dopo l’esecuzione, in un rogo molto grande, e le ceneri al
vento, così che la respireremo, e con la comunicazione dei piccoli
spiriti ci attaccherà qualche umore velenoso di cui saremo tutti stupiti.
Fu
giudicata ieri. Stamattina, le si è letta la sua sentenza , che
era di fare ammenda onorevole a Notre-Dame e avere la testa tagliata, il
corpo bruciato, le ceneri al vento. La si è presentata all’interrogatorio
sotto tortura; ha detto che non ce n’era bisogno e che avrebbe detto tutto.
In
effetti, fino alle cinque della sera ha raccontato la sua vita, ancora più
spaventosa di quanto si pensasse. Ha avvelenato dieci volte di seguito suo
padre, i fratelli e parecchi altri. E sempre l’amore e le confidenze
mischiate dovunque. Dopo questa confessione, non si è smesso di farle fin dal
mattino l’interrogatorio ordinario e straordinario, ma non ha detto altro. Ha
chiesto di parlare a Monsieur il Procuratore Generale; è stata un’ora con
lui. Non si sa ancora il tema di questa conversazione. Alle sei la si è
condotta, nuda, in camicia e la corda al collo, a Notre-Dame a fare
l’ammenda onorevole. Poi la si è rimessa sul carro, dove l’ho vista
gettata all’indietro sulla paglia, con una cuffia bassa e la
camicia, un dottore al seguito, il boia dall’altro lato. Veramente questo mi
ha fatto fremere. Coloro che hanno visto l’esecuzione dicono che è
salita sul patibolo con molto coraggio.
|
|
Voi lo
chiamate
intestino e lo
credete necessario alle funzioni della vita, ma sappiate che non è che
serpente ripiegato su se stesso in tante anse e volute. e se, quando
coi suoi denti invisibili con cui quell’affamato morde il vostro stomaco, voi
gli rifiutaste la sua pietanza, egli gridasse, tempestasse e vomitasse quel
veleno che i vostri dottori chiamano bile, e vi riscalderebbe talmente col
veleno che istilla nelle vostre arterie che voi ne sareste ben presto
consumato.
Ma anche Dio non
ha permesso che l’uomo solo fosse tormentato dal serpente ed ha voluto
che si tendesse contro la donna per scagliarle contro il suo veleno e che il
gonfiore durasse nove mesi dopo averla punta.
|
|
A M.mede
Grignan -
A
Paris,vendredi 23efévrier 1680.
Venne in carrozza da Vincennes a Paris;
soffocò un po’ e fu imbarazzata. La si volle fr confessare, nessuna notizia.
alle cinque la si legò e, con una torcia in mano, apparve nel
patibolo,vestita di bianco; è una sorta d’abito per il rogo. Era molto rossa
e si vedeva che respingeva il confessore e il crocifisso con violenza. A
Notre-Dame, non volle mai pronunciare l’ammenda onorevole e, alla Grève, si
difese quanto poté per uscire dal patibolo: La si tirò con la forza. La
si mise sul rogo, seduta e legata col ferro. La si coprì di
paglia. Bestemmiò molto, respinse la paglia cinque o sei volte, ma alla
fine il fuoco aumentò e la si è persa di vista e le sue ceneri sono ora
nell’aria. Ecco la morte di MmeVoisin, celebre per i suoi crimini
e la sua empietà. si crede che ci saranno grandi conseguenze che ci
sorprenderanno. Un giudice, cui,mio figlio diceva l’altro giorno che era
una strana cosa di farla bruciare a fuoco lento, gli disse:”Ah!
monsieur, ci sono certi piccoli addolcimenti a causa della debolezza del
sesso.-Eh che! monsieur le si strangola? –No,ma gli si gettano ceppi sulla
testa; i ragazzi del boia strappano loro la testa con uncini di ferro.”
vedete bene, figlia mia, che ciò non è così terribile come si pensa.
|
|
Così questa ragazza saggia che vuole
far conoscere su questa carta che non aveva mai avuto Amore, fa sì che il fiume
dell’Inclination si getta in un mare che si chiama il Mer Dangereuse;
|
|
Questa donna dunque soffrì tutto
l’eccesso di quel martirio senza parlare.
La si conduce alla Grève. Prima d’esser
gettata, dice che voleva parlare; si presenta eroicamente :”Messieurs, dice,
assicurate M. Louvois che sono la sua serva e che gli ho mantenuto la parola,
andiamo che si concluda.”Fu spedita all’istante. Che ne dite di questa sorta
di coraggio? So ancora mille raccontini gradevoli come questo,ma il modo di
dire tutto?Mentre siamo fra questi orrori,voi siete al ballo, date grandi
cene,il mio nipotino è a teatro e danza a meraviglia; in verità,è quel
che si chiama il carnevale.
|
|
Le soleil ni la mort ne se
peuvent regarder fixement.
|
|
perchè è abbastanza pericoloso per una
donna, andare un po’ al di là delle ultime
frontiere dell’Amitié;
|
Ma per
mostrarvi che parlo seguendo la parola del Signore, ricordo che egli disse al
serpente, per maledirlo, che egli avrebbe un bel far scuotere la donna
drizzandosi contro di lei che tanto alla fine lei gli avrebbe fatto
abbassare la testa!.”
|
"Insomma vuoi scendere, sì o
no?", urlava Barbablu. "Un'altro momentino" rispondeva la
moglie: e tornava a gridare: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu
apparir nessuno?". "Vedo" ella rispose "due cavalieri che
vengono in qua: ma sono ancora molto lontani." "Sia ringraziato
Iddio", aggiunse un minuto dopo, "sono proprio i nostri fratelli:
io faccio loro tutti i segni che posso, perché si spiccino e arrivino
presto." Intanto Barbablu si messe a gridare così forte, che fece
tremare tutta la casa. La povera donna ebbe a scendere, e tutta scapigliata e
piangente andò a gettarsi ai suoi piedi: "Sono inutili i
piagnistei", disse Barbablu, "bisogna morire". Quindi
pigliandola con una mano per i capelli, e coll'altra alzando il coltellaccio
per aria, era lì lì per tagliarle la testa. La povera donna, voltandosi verso
di lui e guardandolo cogli occhi morenti, gli chiese un ultimo istante per
potersi raccogliere. "No, no!", gridò l'altro, "raccomandati
subito a Dio!", e alzando il braccio...In quel punto fu bussato così
forte alla porta di casa, che Barba-blu si arrestò tutt'a un tratto; e appena
aperto, si videro entrare due cavalieri i quali, sfoderata la spada, si
gettarono su Barbablu e, colla spada lo passarono da parte a parte e lo
lasciarono morto.
|
|
e fa poi sì che al di là di questo mare,
c’è quel che chiamiamo Terres Inconnues,
perchè in effetti noi non sappiamo per niente quel che c’è e non crediamo che
nessuno sia stato più lontano di Ercole;
|
|
“C' è stato un
tempo in cui l’immaginazione nell’uomo era così forte per non essere ancora
stata corrotta né da stravizi e sregolatezze, né da crudezze alimentari, né
dall’alterazione delle malattie … Adamo, eccitato dal violento desiderio di
abbordare quel rifugio (approdare sulla luna?), divenne leggero per il fuoco
di quell’entusiasmo, fu trasportato come accade ai filosofi, quando, per la
loro immaginazione fortemente tesa verso qualcosa, sono portati via nell’aria
con quei rapimenti che voi chiamate estatici.
Eva, che
l’infermità del suo sesso rendeva più debole e meno ardente, non avrebbe
certo avuto l’immaginazione sufficientemente vigorosa per vincere con il
controllo della volontà il peso della materia. Ma poiché era da pochissimo
che era stata tratta dal corpo del marito, la simpatia con cui questa metà,
che era ancora legata al suo tutto, la portò verso di lui, via via che
saliva, come l’ambra si fa seguire dalla paglia, la calamita si volge
al nord da dove è stata strappata. E così, Adamo, attirò l’opera della sua
costola, come il mare attira i fiumi che da lui sono usciti.
|
|
così che in questo modo Clelia ha trovato
la possibilità di fare una gradevole morale dei sentimenti, con un semplice
gioco della sua mente; e di far capire in modo molto particolare, che non ha
affatto ricevuto amore, e che non ne può avere.
|
|
L’ arte della conversazione di M. de la
Rochefoucault per aprire la discussione del pubblico sul tema del linguaggio
rinnovato,strumento per cambiare la condizione sottomessa della dama.
La conversazione era ,con la
lettura,una delle distrazioni degli habitués delle
ruelles
,ovvero di quelli che nel XVIII s. si chiameranno poi i salotti
.Considerata ad un tempo come un’arte,in questo testo è l’oggetto di
un’analisi approfondita.
Quel che
rende poche persone gradevoli nella conversazione:il fatto che ognuno pensi
più a quello che egli ha l’intenzione di dire che a quel che gli altri
dicono,e che non si ascolta quasi quando si ha molta voglia di parlare.
Tuttavia è necessario ascoltare quelli che parlano;bisogna dar loro il tempo
di farsi comprendere,e sopportare anche che dicano cose inutili.
Ben
lungi dal contraddirli e dall’interromperli,si deve,al contrario entrare
nella loro mente e nel loro gusto,mostrare che li si capisce,lodare
quel che dicono tanto quanto merita d’essere lodato e far vedere che è piuttosto
per scelta che li si loda piuttosto che per compiacenza. Per piacere agli
altri ,occorre parlare di quel che essi amano,e di ciò che li tocca,evitare
le dispute su cose indifferenti e porre loro di rado domande ,e non lasciar
loro mai credere che si pretende di avere più ragione di loro.
Si devono dire
le cose con un’aria più o meno seria e su temi più o meno elevati,secondo
l’umore e la capacità delle persone che si intrattengono e ceder loro
lietamente il privilegio di decidere,senza obbligarli a rispondere ,quando non
hanno voglia di parlare. Dopo aver soddisfatto così ai doveri della
buona educazione,si possono esprimere i propri sentimenti,mostrando che si
cerca di appoggiarli sull’opinione di coloro che ascoltano,senza
atteggiamenti di presunzione né di ostinazione.
Evitiamo soprattutto di parlare
spesso di noi stessi e di porci come esempio. niente è più sgradevole di un
uomo che cita se stesso ad ogni proposito.
Non si può nemmeno applicarsi
troppo a conoscere l’inclinazione e la capacità intellettiva di quelli
a cui si parla,accordarsi alla mente di colui che l’ha più vivace
,senza ferire la tendenza o l’interesse degli altri con questa
preferenza. Allora si devono far valere tutte le ragioni che egli ha
detto, aggiungendo modestamente i nostri propri pensieri ai
suoi,facendogli credere,per quanto è possibile,che è da lui che li si assume.
Non bisogna mai dire nulla con un’aria
di autorevolezza,né mostrare alcuna superiorità intellettuale;rifuggiamo
dalle espressioni troppo ricercate,dai termini duri o forzati,e non
serviamoci affatto delle parole più grandi delle cose. Non è vietato
conservare le proprie opinioni, se sono ragionevoli,ma bisogna
arrendersi alla ragione appena essa appare ,da qualunque parte venga:lei sola
deve regnare sui nostri sentimenti,ma seguiamola senza urtale i
sentimenti degli altri , e senza far apparire il disprezzo per quello che
hanno detto: è pericoloso voler essere sempre il padrone della conversazione
,e di spingere troppo lontano una buona ragione quando la si è trovata .
L’onestà vuole che si nasconda talvolta la metà della propria intelligenza e
che si gestisca con cura un testardo che si difende male ,per risparmiargli
l’onta di cedere. Non piacciamo certo quando si parla troppo a
lungo e troppo spesso di una stessa cosa, e si cerca di volgere la
conversazione su soggetti di cui ci si crede più competenti degli altri.
bisogna entrare indifferentemente su tutto quel che loro
aggrada,soffermarcisi tanto quanto lo vogliano ,e allontanarsi da tutto quel
che non è conveniente per loro.
Ogni sorta di
conversazione ,anche se elevata non è adatta ad ogni genere di persone
d’intelletto:
bisogna scegliere ciò che è di
loro gusto ,ciò che conviene alla loro condizione,al loro sesso,ai loro
talenti,e scegliere anche il tempo per dirlo. Osserviamo il
luogo,l’occasione,l’umore,in cui si trovano le persone che ci ascoltano
,perché se occorre molta arte per saper parlare a proposito,non ne occorre
meno per saper tacere. Esiste un silenzio eloquente che serve ad
approvare e a condannare,c’è un silenzio di discrezione e rispetto,esistono
infine toni,arie e maniere che determinano tutto quel che esiste di
gradevole e sgradevole ,di delicato o di sorprendente nella conversazione,ma
il segreto di servirsene bene è concesso a poche persone;quelli stessi che ne
fanno delle regole ci inciampano spesso,e la più sicura che si possa dare è
ascoltare molto ,parlare poco,non dire niente di cui ci si possa
pentire.
|
|
(continua) | |
Nessun commento:
Posta un commento