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lunedì 14 gennaio 2013

Diario Cinese .-8-



12°.G.E non sarò delusa nelle mie aspettative da questa città affascinante e segreta. Ho ben riposto la mia piena fiducia nell’Antica Capitale,non lontana dall'ansa generosa del Fiume Giallo, sulla quale la Storia ha il suo peso evidente,malgrado la povertà che l’economia agricola della regione le impone. Il primo impatto,rispetto allo sfavillio delle città della costa, è subito eloquente, quando incontriamo la guida che ci aspetta. E’ una rotonda contadinotta sempre sorridente che si chiama Xie’.Non lascia il segno,ma nemmeno pesa. Con lei andiamo a incontrare i Guerrieri di terracotta.
La collina con l'esercito di terracotta nel ventre

   Questo pur straordinario esercito non mi suscita emozioni  particolarmente forti,forse per averlo già ammirato anni fa , a Palazzo Ducale a Venezia. Malgrado l’imponenza in sé e quella della presentazione e il fascino truculento della sua storia(L’Imperatore che stabilisce di circondarsi di un esercito di terracotta armato di tutto punto e che perché nessuno possa localizzare la collina che ha nel suo ventre la sua tomba,impone che tutti quelli che ci hanno lavorato,finito il loro compito siano uccisi; naturalmente il suo successore,avido di impossessarsi del patrimonio ingente di tutte le armi fora la collina,appicca l’incendio e sottrae il prezioso bottino. Per questo ,lo schiacciamento prodotto dalle travi gravemente danneggiate dall’incendio produrrà polverizzazione e sbriciolamento della fragile materia di cui son fatti i maestosi guerrieri).
Il capannone con l'esercito di terracotta come  nuovo
  Resta tuttavia l’impatto splendente col Carro dell’Imperatore;è una novità per me,è molto bello ed è presentato davvero in modo molto suggestivo.
Il magnifico bronzo dorato del Carro dell'Imperatore

  Quello che mi colpisce davvero infine è la constatazione che la concezione del tempo dei Cinesi,già evidente nei suoi riflessi sulla lingua e sulla concezione molto particolare della storia,si ritrovi in altre manifestazioni della vita,anche nell’uso della tecnologia e nella concezione della funzione dell’archeologia e dell’arte. Infatti, appena arrivati sul luogo della visita, avevo notato  i tre capannoni  ed avevo scoperto che il primo,quello da noi visitato,racchiudeva i guerrieri  restaurati,da esporre per i visitatori. Nell’intermedio il laboratorio dei restaurandi,vietato alle visite ;nell’ultimo i materiali  di scavo ,assolutamente interdetto ai turisti. Sappiamo bene con quanta cura in Europa teniamo a sottolineare con grande evidenza,ricorrendo perfino all’uso di materiali molto moderni,la parte restaurata di un reperto archeologico -  o anche artistico più recente - dall’originale. Ebbene,niente di tutto questo era rintracciabile nelle statue che avevo davanti. Nel capannone   che custodiva i poveri sbriciolati reperti si doveva attingere per procedere con l’abituale scrupolosa attenzione alla ricostruzione di ogni personaggio,con tutte le sue preziose caratterizzazioni d’espressione,di funzione e di postura,per affiancarlo,a lavoro finito,ai loro colleghi ,sfornando così un’armata sterminata dove ogni componente appare come nuovo allo stupefatto visitatore che fatica inutilmente a ritracciare i segni del tempo.
A pranzo il buffet,ma nel Teatro della Città: un modo colto di accoglierci. Anche le Mura sono impressionanti nella loro severità,possenti e intatte dopo secoli. Sullo sfondo di un bel cielo terso,molto in alto un aquilone fluttua dolcemente e lascia immaginare la mano grassoccia di un bambino all’altro capo del lunghissimo filo. Ai loro piedi e anche sopra di loro c’è di tutto:negozietti incredibili dove sono stipate mille mercanzie,negozi importanti di arredo con tanto di sala da tè e orchestra classica con arpa,cetra e violino cinesi. 






Ma in qualche angolo più solitario un flauto intona  una melodia che è un lamento struggente.
Il venditore di flauti sotto le Mura

   Alla Pagoda dell’Oca Selvatica di nuovo il volo di uno stormo di aquiloni dalle molteplici forme variopinte per compensarmi di uno spettacolo delizioso che la pioggia mi aveva negato a Piazza Tian Am Men  a Pechino.**

Gli aquiloni con sullo sfondo la Pgoda della Grande Oca Selvatica
 
a vicino, ora mi rendo conto che sono uomini ,soprattutto, a farli garrire come bandiere al vento e alcuni hanno un filo di almeno 150 metri con più volatili collegati (il drago,l’aquila,ecc.) E’ un modo per riuscire a farmi apprezzare di più quest’ennesima pagoda. La Piccola Oca Selvatica la vediamo di pomeriggio.
 

La Pagoda della  Piccola Oca Selvatica
  La Grande Oca Selvatica l’avevamo vista in mattinata ed era stata proprio una bella tappa del nostro percorso: finalmente gli Ateliers degli artigiani artisti:i calligrafi e i disegnatori;i pittori e gli scultori  formati dalla scuola d’arte che insegna a rivisitare i capolavori del passato e che ha qui la sua sede. Compro trionfante  Le Flautiste(600 d.C.),che il pittore ha ripreso da un affresco della tomba dell’Imperatrice. Anche le sculture ,ricavate dalle nodose contorsioni del legno, sono interessanti,quasi  di gusto espressionistico. Conclusione spettacolare di  questa visita:la sfida canora  nel parco di un gruppo di studenti cinesi e un gruppo di studenti italiani dell’Istituto Orientale di Napoli ,l’istituto dove anch’io ho studiato. Ma  mi perdo il meglio,perché sto comprando le preziose Flautiste... Sulle mura c’è anche l’artista dei sigilli e tutti ne approfittiamo,quasi con avidità,chi per i suoi ex-libris,chi per un piccolo omaggio per chi è rimasto a casa.
                                                                 Il Fossato e una prospettiva delle Antiche Mura

                                     Un'altra prospettiva esterna delle Mura con  le Torri


                                                    Passeggiata sopra le Mura
                                            Il Minareto della Moschea in salsa cinese



La sera il banchetto con 20 tipi di ravioli. Ma è una delusione!Io riesco ad arrivare  con fatica ad assaggiare fino al 15°. Non sono conditi,la pasta è,praticamente, come cruda e la farcia in realtà è indistinta. Quanto vorrei sorbirmi un caffè forte!Invece partiamo per Guilin . Poiché torniamo ad est prenderemo le Eastern lines. Speriamo che anche lì troveremo che il tempo è rinfrescato .Xi’an mi ha soddisfatto anche se la città è grigia e polverosa,(la forbice  economica tra le città della costa e quelle dell’interno è costante)tanti angoli sono pittoreschi ,curiosi,suggestivi. L’insieme è molto variegato,finalmente.

Anche Guilin fa ben sperare:l’acqua,la crociera sul fiume Li,luoghi amati dagli artisti del passato e del presente . Speriamo bene,anche se il  tempo a disposizione diminuisce ancora. Arriveremo a tarda notte .
Un solo giorno di sosta per partecipare alla crociera e per visitare le grotte. Almeno questa volta eviteremo la  fabbrica. E,lasciando Xi’an ,usciamo  definitivamente  da quell’universo che i romantici chiamarono La Via della Seta .
  



 (continua) 


                                           
  



* Dall’ Universo Mandarino ,dopo Guilin ,entreremo nell’Universo Cantonese:altra gente ,altra lingua,altra cucina.
(BUON GIORNO: in lingua mandarina = Ni hao; in Lingua Cantonese =giao san.)


**Xi'an è chiamata "il museo naturale di storia" dell'antica società cinese. Qui si trovano le antiche mura meglio conservate e di maggiore dimensione del mondo.

La Pagoda della Grande Oca Selvatica si trova all'interno del Tempio Ciensi (della benevolenza), all'esterno della porta Hepingmen eretta nel 652. Si tramandano molte leggende popolari sulla sua origine: secondo alcune sarebbe stata lasciata da uno stormo di oche selvatiche fermatosi sul posto, secondo altre sarebbe opera di immortali; altre ancora affermano che in epoca Tang sulla via dell'India alla ricerca dei sutra il monaco Xuanzang si fosse perso nel deserto, trovando una sorgente d'acqua grazie alla guida di un'oca selvatica, che gli permise di sopravvivere. Quindi, per ricambiare la benevolenza dell'oca, tornato a Xi'an, avrebbe fatto costruire la pagoda.

Il Tempio Ciensi (della benevolenza) fu eretto nel 22° anno Zhenguan dall'imperatore Tang Gaozong Li Zhi, allora principe ereditario, per commemorare la madre, l'imperatrice Wende. Al tempo era collegato allo stagno Qujiang e ai giardini degli osmanti e delle albicocche. Formava così la zona più pittoresca della Chang'an di epoca Tang, frequentata da folle di visitatori, fra cui poeti e letterati che ne trassero meravigliosi scritti. Dopo la dinastia Tang il tempio fu distrutto dalle guerre, solo la Pagoda della grande oca selvatica sopravvisse. L'odierno Tempio Ciensi ha le dimensioni della dinastia Ming, mentre gli edifici interni risalgono alla fine della dinastia Qing.

La Pagoda della Piccola Oca Selvatica ,invece,è a sud della Porta Meridionale in un parco alberato dove c'era un monastero buddista. La pagoda fu costruita fra il 707 ed il 709 dal pellegrino buddista Yi Jing (635-713) dopo il suo ritorno dall'India ed è l'unico edificio rimasto di tutto il complesso.


(continua)

                                                                                                            

1 commento:

  1. Quando il diario sarà completato tutti i suoi posts saranno completati dalle immagini appropriate.

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