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venerdì 7 febbraio 2014

Diario di Bordo.(117)
















« Donna,svegliati» [3]

(contestualizzazione)

di Emanuèle Gaulier

[Nata Marie Gouze, e sposata con  Louis-Yves Aubry, alla morte di costui,] costruisce  la sua  identità cominciando dall’abbandono del nome del defunto marito per scegliere quello di Olympe de Gouges,formato dal nome della madre e da un  derivato del  suo patronimico.

[...]

Nel 1786,nella prefazione della sua opera teatrale”L’homme généreux”,scriveva:”Ecco come il nostro sesso è  esposto.

Gli uomini hanno tutti i vantaggi…Ci hanno escluso da ogni potere,da ogni sapere.”

 [...]

Nel 1784, Olympe de Gouges è colpita da una commedia molto contestata di Beaumarchais, alla fine rappresentata,” Le mariage de Figaro”.Si ricorda soprattutto del  posto primordiale dato alle donne,mostrate  come esseri responsabili e riflessivi,vittime dell’irresponsabilità degli uomini “trattati da minori per i nostri beni,puniti da maggiorenni per le nostre colpe! Ah!Sotto ogni aspetto,la vostra condotta verso di noi  fa orrore o pietà” .Decide di farne un seguito,”Il matrimonio inatteso di  Chérubin”,nel 1786,mettendo la condizione femminile al centro del suo intrigo,con la denunzia del matrimonio forzato(Jean-Jacques Rousseau  aveva già messo alla moda il matrimonio d’amore ne” La Nouvelle Héloïse”,il giogo paterno e maritale).Raccomanda  già la  solidarietà  femminile.[…]L’idea d’una uguaglianza  naturale fra i due sessi era anche  difesa ,fra gli altri ,da Diderot,Condorcet,Helvetius o D’Alembert nel suo saggio,”Delle Donne”,del 1774:”Relativamente alle opere di ingegno e di sagacia,mille esempi ci provano che la debolezza del corpo

non rappresenta un ostacolo negli uomini.Perché dunque una educazione più solida e più maschia non dovrebbe mettere le donne nella condizione di riuscirci? “

[...]

Fin dai primi giorni della Rivoluzione,il problema della condizione femminile è  sollevata,spinta soprattutto  da uomini come Condorcet nel suo saggio sull’ammissione delle donne al diritto di cittadinanza nel 1790:”Tutti non hanno violato il principio.

Dell’uguaglianza dei diritti,privando tranquillamente la metà del genere umano di quello di concorrere alla formazione delle leggi,escludendo le donne dal diritto di cittadinanza?”Non viene ascoltato e il diritto di voto delle donne  non è d’attualità.Molto presto,Olympe de Gouges capisce che mettere in pratica la Dichiarazione, è lungi dall’essere un fatto acquisito e si preoccupa di constatare che la contro-rivoluzione, condotta allo stesso modo da donne,guadagna terreno. Osservando la situazione che si degrada,la repressione farsi più dura con la legge marziale e il tragico 17 luglio, Olympe de Gouges decide di prendere alla lettera le parole la Dichiarazione  dell’Assemblea e di spingere la Costituente a prendere misure con la sua Dichiarazione dei Diritti della Donna  e della Cittadina, il 14 settembre 1791,poiché per lei « questa Rivoluzione non si realizzerà che quando tutte le donne saranno consapevoli della loro  deplorabile sorte,e dei diritti che esse hanno perduto nella società».

Riprende tutti gli articoli della Dichiarazione del 1789,”femminilizzandoli”,per mostrare che la Nazione è effettivamente bisessuata,ma che la differenza sessuale non può essere un postulato in politica né nell’esercizio della cittadinanza.Mette allora la Rivoluzione di fronte alle sue insufficienze poiché non porta a ciò che ha promulgato.di conseguenza,chiede i dirittodi voto e l’eleggibilità per tutti nel suo articolo primo,rivendicando così per le donne un vero statuto di cittadina attiva e l’uguaglianza dei diritti per l’accesso ad ogni impiego e ad ogni dignità.Olympe de Gouges  rivendica allo stesso modo la libertà di parola [...]Questa libertà d’espressione è ugualmente all’origine della sua formula rimasta la più celebre:”La donna ha il diritto di salire sul patibolo,deve avere il diritto di salire alla tribuna.”

Le  donne non essendo considerate come soggetti giuridici,allora sono sanzionate da leggi sulle quali non possono esprimersi e che  devono pertanto subire.Queste leggi sono fatte unicamente da uomini e non tengono conto dei bisogni,dei desideri e delle opinioni delle donne,ciò che Olympe de Gouges considera come la più grande ingiustizia.

 [...]

La possibilità di divorzio per mutuo consenso sarà l’altra grande avanzata della rivoluzione per la condizione femminile nel1792,

ma sarà presto denunciata nel 1795 e abolita nel 1816.Parzialmente restaurata nel 1884,non tornerà in vigore che nel 1975.

 [...] come lo giustifica Talleyrand  nel 1791 : « Se riconosciamo loro gli stessi diritti degli uomini,occorre dare loro gli stessi mezzi di usarli.Se pensiamo che il loro ruolo deve essere esclusivamente la felicità domestica e i doveri della vita interiore,bisogna formarle per tempo  per svolgere tale funzione. »Volendo pertanto operare per la «felicità pubblica», Olympe de Gouges non si era fatta solo amici.Benché abbia sempre agito per patriottismo,le si rimprovera alcune delle sue idee,come l’ultima,espressa nella brochure  del 19 luglio 1793:” Les Trois Urnes ou le salut de la patrie, par un voyageur aérien “:vi chiede che ogni dipartimento possa scegliere il tipo di governo che esso auspica ,al fine di evitare la guerra civile che teme.Ora,il 29 marzo,una legge era stata votata,proclamando il contrario.

Denunciata proprio prima  d’aver potuto affiggere il suo opuscolo, Olympe de Gouges è arrestata il giorno stesso.

E’ dunque in quanto letterata  che compare davanti al  tribunale rivoluzionario ed è in quanto autore dei suoi scritti che è condannata a morte,senza mai rinnegarli.Il 3 novembre 1793,allorché arriva a Piazza della  Rivoluzione,avrebbe pronunciato queste parole:”Fatale desiderio della Fama,perché ho voluto essere qualche cosa?”

Aveva voluto essere la personificazione di quella divinità allegorica,avere cento occhi,cento orecchie e cento bocche per vedere tutto,sentire tutto e raccontare tutto.Ma altri pensavano altrimenti e,proprio dopo la sua morte,si poteva leggere su:”Il foglio di salute pubblica”:  « Volle essere uomo di Stato.Sembra che la legge abbia punito questa cospiratrice d’aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso.»

La sua celebre formula dell’ articolo X della Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne  divenne il motto del movimento femminista del XIX secolo.









                                                            Fine










1 commento:

  1. Nel blog mariellaemporio è cominciata la pubblicazione di post sui poeti israeliani contemporanei.

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